Master di Bioetica Torino, i grandi temi della vita

Intervista – Sono aperte le iscrizioni al Master universitario in bioetica,  promosso dalla Facoltà teologica di Torino, una occasione preziosa di studio, approfondimento, crescita culturale. Ne parliamo con Enrico Larghero, medico e teologo morale, uno dei tre direttori scientifici

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Sono aperte le iscrizioni al Master universitario in bioetica,  promosso dalla Facoltà teologica di Torino, una occasione preziosa di studio, approfondimento, crescita culturale. Ne parliamo con Enrico Larghero, medico e teologo morale,  uno dei tre direttori scientifici. Con lui Carla Corbella e don Giuseppe Zeppegno, sotto la presidenza di Franco Ciravegna.

Enrico Larghero

Dottor Larghero, perchè iscriversi al master? 

Viviamo in una società nella quale la scienza e la tecnica sono i padroni assoluti dei nostri destini. Ciò ha permesso di raggiungere dei traguardi inimmaginabili, tuttavia ha aperto degli scenari nuovi per i quali le vecchie categorie valoriali rischiano di sembrare anacronistiche, o meglio di non essere più in grado di dare delle risposte condivisibili in una società multietnica e multiculturale. La domanda ricorrente: ‘Ciò che tecnicamente si può fare, deve essere fatto?’ pone in essere la prospettiva del senso.  Nuove scoperte offrono delle opportunità, ma contengono anche ricadute di tipo etico e deontologico. Ad esempio, la fecondazione in vitro solleva questioni morali sull’inizio vita, aprendo anche a temi delicati e controversi, quali la maternità surrogata e l’utero in affitto.  Parimenti nel fine vita tecniche rianimatorie pongono questioni in merito all’eutanasia, all’accanimento terapeutico. Di fronte a tali dilemmi di tipo bioetico un Master può fornire un bagaglio culturale e degli strumenti per affrontare queste problematiche complesse e di grande attualità.

Una proposta quella del master ormai consolidata. Ma al tempo stesso inevitabilmente attenta al cambiamento dei tempi e quindi all’evolversi delle tematiche affrontate e delle loro implicazioni…

La prima edizione del Master risale al 2006 quando il professor Mario Rossino e il professo Giuseppe Zeppegno, sotto l’egida della Facoltà Teologica, decisero di promuovere l’iniziativa cogliendo un’esigenza molto forte, sentita sia tra gli operatori sanitari che tra insegnanti, giuristi e studiosi. L’interesse suscitato dal Master si è rivelato sin dall’inizio molto alto, al punto tale che, dopo la prima edizione, è nato anche un Corso Specialistico di Bioetica Avanzata (anch’esso attivato nuovamente da settembre, cfr box a lato) dedicato alle novità proposte dalla medicina e dalla scienza. Ai temi fondamentali del Biennio si sono affiancati approfondimenti su argomenti quali  l’ingegneria genetica, le biotecnologie, la bioetica ambientale.

Temi quanto mai attuali, ma anche specifici, che richiedono una docenza qualificata e varia.

Una parte del successo del Master è dovuto sicuramente anche a questo aspetto, non abbiamo solo dei teologi morali  a tenere le lezioni ma anche specialisti dei vari settori. Specialisti in grado di mantenere un confronto rigoroso, ampio e articolato, aperto al dialogo. Obiettivo è quello di abbattere i pregiudizi che alcune posizioni possano essere prive di fondamento scientifico o che non possa esserci un confronto costruttivo da parte di chi affronta questi temi con una prospettiva cattolica. Il nostro master testimonia che la conoscenza dei temi favorisce il dialogo, permette di formarsi opinioni, alimenta una cultura che non è finalizzata allo scontro.

Quali riscontri vi sono giunti da chi ha frequentato?

Proprio la modalità con cui i temi bioetici sono stati presentati è stato uno degli elementi più apprezzati. L’avere a disposizione una pluralità di voci e di competenze, mantenendo sempre un certo equilibrio ed obiettività tra il bios e l’ethos.

Al di la del titolo conseguito chi completa il percorso cosa riceve?

Il percorso del Master diventa un arricchimento personale e professionale. Molti discenti hanno modificato la loro visione dei nodi bioetici, si sono appassionati alla disciplina ed hanno cercato di portare il loro contributo nel  mondo lavorativo. Alcuni sono entrati nei Comitati etici, altri hanno dato vita a corsi e convegni e fondato associazioni non solo in Piemonte, ma anche in altre regioni, quali Lombardia, Liguria, Emilia, Triveneto.

Ci sono novità per questa edizione 2020-2021?

Quest’anno da un lato verranno riproposti e aggiornati temi fondamentali della Bioetica che negli anni hanno subìto alcuni cambiamenti, quali i problemi dell’infanzia, delle fragilità, delle nuove dipendenze. Dall’altro si approfondiranno argomenti come la robotica, l’intelligenza artificiale, l’infosfera.

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