Il Presidente Mattarella a Torino per i 55 anni del Sermig

Visita – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella martedì 10 dicembre è tornato a Torino per celebrare i 55 anni di fondazione dell’Arsenale della Pace. Al Capo dello Stato è stato presentato il bilancio sociale dell’opera, insieme ad alcune testimonianze dei volontari. GALLERY

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella martedì 10 dicembre è tornato a Torino per celebrare i 55 anni di fondazione dell’Arsenale della Pace del Sermig.

Mattarella era già stato all’Arsenale il 26 novembre 2018 quando aveva incontrato i bambini per spiegare «ció che gli adulti non capiscono». In quell’occasione ai piccoli (italiani e figli di migranti) che lo interrogavano sui pregiudizi razziali, sull’Europa, sulla guerra e sui percorsi della pace il Capo dello Stato aveva risposto con la passione contagiosa di un nonno: «La guerra è irrazionale. Nel mondo degli adulti ci sono purtroppo barriere mentali, pregiudizi, ostilità preconcette che sono prive di senso».

Mattarella aveva voluto citare quell’incontro così significativo nel tradizionale messaggio di fine anno 2018 in diretta televisiva: «Qualche settimana fa a Torino alcuni bambini mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria di un luogo immaginario, da loro definito Felicizia, per indicare l’amicizia come strada per la felicità. Un sogno, forse una favola. Ma dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Come se questi valori non fossero importanti nel mondo degli adulti. In altre parole, non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società».

Il Presidente Sergio Mattarella ed Ernesto Olivero al Sermig il 26 novembre 2018

«Riconoscenza è la parola più bella che possiamo avere sulle labbra. Ieri come oggi». Il fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani) Ernesto Olivero riassume così lo spirito con cui l’Arsenale si prepara ad accogliere nuovamente il Presidente della Repubblica nel ricordo dei 55 anni di storia dell’opera: «un’avventura vissuta nel segno dell’accoglienza, della solidarietà, della speranza», spiega Olivero, «che sarà ripercorsa attraverso i numeri del bilancio sociale, analizzati da alcuni economisti dell’Università di Torino».

La cerimonia si svolgerà dalle 11 alle 12 negli spazi della vecchia fabbrica d’armi (piazza Borgo Dora 61) trasformata dal lavoro gratuito di giovani e adulti in una casa sempre aperta, quartiere generale di migliaia di progetti di sviluppo e di missioni umanitarie, monastero metropolitano, casa per i giovani e per chi cerca il senso della vita.

Al Presidente della Repubblica sarà presentato il bilancio sociale lungo 55 anni di vita del Sermig, oltre alle storie di alcuni volontari, l’anima dell’Arsenale. «Se la gente smettesse di aiutarci», evidenzia Ernesto Olivero, «gli arsenali chiuderebbero in tre giorni. Non è retorica! Ognuno è importante: chi dà la vita, chi qualche ora a settimana, chi ci segue da lontano. È
un movimento di bene in cui tutti sono indispensabili».

DAL 1964 A SERVIZIO DELLA PACE
Il Sermig è stato fondato nel 1964 da Ernesto Olivero, sua moglie Maria ed un piccolo gruppo di giovani impegnati contro la fame nel mondo. Pochi mezzi, ma grandi sogni di pace, fraternità, giustizia, che allargano lentamente la strada. Il 2 agosto 1983, il gruppo entra per la prima volta nel vecchio Arsenale militare della Città. La fabbrica di armi delle guerre del Risorgimento italiano, della Prima e della Seconda Guerra Mondiale è un rudere, ma al di là delle apparenze, c’è qualcosa di grande, la forza di una profezia che diventa presto contagiosa. La riconversione di quel luogo attira e coinvolge centinaia di migliaia di giovani e adulti da tutta Italia e dall’estero. Lavoro gratuito, volontariato e disponibilità. All’Arsenale ognuno porta quel che è e quel che ha: materiali, professionalità, denaro.

LA VITA DEGLI ARSENALI
Oggi l’Arsenale della Pace è il cuore di una realtà di solidarietà presente in ogni angolo del mondo con progetti di sviluppo nei 5 continenti, dal Libano al Brasile, dall’Iraq al Rwanda, dalla Georgia al Bangladesh. Oltre 70 missioni di pace nei teatri di guerra più drammatici, che sono valse ad Ernesto Olivero la candidatura al Nobel per la pace da parte di Madre Teresa di Calcutta ed altre personalità.
Povertà lontane, ma anche vicine: i senza fissa dimora, le donne in difficoltà, chi non riesce a trovare un posto per la notte, un pasto, la possibilità di curarsi. È il mondo che bussa alla porta, a Torino, come negli altri tre arsenali nati nel corso degli anni: l’Arsenale della Speranza a San Paolo in Brasile con 1.200 uomini di strada accolti ogni giorno, l’Arsenale
dell’Incontro a Madaba, in Giordania che accoglie alcune centinaia di bambini disabili sia cristiani che mussulmani. E ancora l’Arsenale dell’Armonia sulla collina torinese (a Pecetto), punto di riferimento per molti bambini malati e le loro famiglie. La carità del Sermig non si ferma, abbraccia sempre nuove sfide: cooperative di produzione e lavoro in Italia e all’estero, filiere commerciali virtuose, energie rinnovabili e tecnologie ecocompatibili, un condominio solidale. Così, un “oratorio” a cielo aperto e un asilo nido e una scuola dell’infanzia che si occupano anche delle famiglie per costruire integrazione attraverso l’educazione.

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