MiTo 2020, tra sacro e profano

Torna il festival musicale – La 14a edizione della rassegna si svolgerà dal 4 al 19 settembre per un totale di 80 concerti nelle sale torinesi e milanesi. Inaugurazione a Torino al sera del 4 al Regio con l’Orchestra sinfonica di Milano «Giuseppe Verdi», direttore Daniele Rustioni

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Presentato lo scorso 14 luglio, in video-conferenza stampa, il Festival MiTo Settembre Musica 2020, con la partecipazione (virtuale) dei sindaci e degli assessori alla cultura delle due città ormai da anni gemellate in questa fascinosa avventura musicale, del direttore artistico Nicola Campogrande, presidenza e rappresentanti dei main sponsor. La 14° edizione del Festival (forzosamente tutto costituito da ‘risorse artistiche’ italiane, per evidenti ragioni) si svolgerà dal 4 al 19 settembre per un totale di 80 concerti nelle sale torinesi e milanesi. Inaugurazione a Torino al sera del 4 al Regio con l’Orchestra sinfonica di Milano «Giuseppe Verdi», direttore Daniele Rustioni (violinista Francesca Dego, in programma pagine di Čajkovskij, Dvořák ed una prima italiana dello statunitense Ned Rorem) e chiusura a Milano con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Sesto Quatrini, pianista Giuseppe Albanese.

Daniele Rustioni, foto Lorenza Daverio

Tra i vari altri ospiti i direttori d’orchestra Ottavio Dantone, Michele Mariotti e Alessandro Cadario; i violoncellisti Mario Brunello, Enrico Dindo e Giovanni Sollima; i pianisti Lucchesini, Lupo, Arciuli, Gamba, Cabassi, Gorini, Canino e Ballista, ben cinque prime esecuzioni assolute, tra cui una nuova commissione del festival. Significativo il titolo prescelto per una edizione di MiTo che «ha dovuto essere ripensata e rimodulata in corso d’opera, ma che conserva la sua fisionomia ormai consolidata». S’intitola «Spiriti», tra sacro e profano, prevede concerti della durata di un’ora, senza intervallo, in sale che garantiranno la massima sicurezza sanitaria, tra cui il Regio ed il Conservatorio di Torino ed il Dal Verme di Milano.

A Torino i principali concerti saranno realizzati con doppio orario, alle 20 ed alle 22,30, per garantire una maggiore offerta in termini numerici di pubblico, quelli decentrati nel territorio metropolitano avranno inizio alle 21, quelli pomeridiani alle 16. Programmi originali, pensati ad hoc, ricchi di musica sacra o di «pagine riferibili ad una dimensione spirituale dell’esistere». Tra le novità di questa anomala e pur lodevole edizione la presenza di interpreti tutti italiani, con particolare attenzione alle eccellenze dei territori piemontese e lombardo. Non mancheranno, poi, le brevi introduzioni ai concerti, ormai cifra stilistica del festival.

«Date le limitazioni di organico imposte», viene fatto notare, «il suono che avranno i concerti sarà nuovo, inedito, forse bizzarro, e l’energia degli interpreti coinvolti si diffonderà in modo speciale. A loro ci affideremo, perché tengano viva la fiammella e ci preparino al ritorno delle grandi formazioni, delle orchestre, dei cori che cantano gomito a gomito». Il costo dei biglietti, ulteriormente ridotto, è un altro segno dell’attenzione al delicato periodo economico e all’impegno di far partecipare tutti a questo momento di rinascita spirituale.

Forzata rinuncia alle grandi formazioni ed alla ormai amatissima serata di open singing. Tra le compagini da citare sul versante torinese l’OsnRai, l’Oft, l’Academia Montis Regalis, il Fiarì Ensemble, l’Accademia del Santo Spirito, l’Accademia dei Solinghi, il Consort Maghini, i Piccoli Cantori, il Trio Debussy; da Milano e dalla Lombardia l’Orchestra dei pomeriggi musicali, laBarocca, l’Orchestra dell’Università, il Giardino Armonico, il Coro e Orchestra Ghislieri di Pavia. Per la prima volta Radio3 trasmette tutti i concerti serali in diretta o differita. Tutti i dettagli sul sito www.mitosettembremusica.it.

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