Mons. Giovanni Battista Pinardi è venerabile

Cause dei Santi – Il 13 maggio Papa Francesco ha autorizzato il decreto sull’eroicità delle virtù del vescovo-parroco di San Secondo a Torino, definito da Pio XI «vescovo santo»

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Mons. Giovanni Battista Pinardi

Mons. Giovanni Battista Pinardi è venerabile. Il 13 maggio 2019 Papa Francesco ha autorizzato il decreto sull’eroicità delle virtù del vescovo-parroco di San Secondo a Torino, definito da Pio XI «vescovo santo».

Giovanni Battista Pinardi nasce il 15 agosto 1880 al «Ciabot dél luv, casolare del lupo» di Castagnole Piemonte (Torino) da una famiglia di agricoltori con sei figli (tre morti in tenera età). Studia dai Salesiani di Borgo San Martino (Alessandria) e in Seminario a Chieri: tra i suoi docenti don Angelo Lorenzo Bartolomasi, poi «vescovo di campo» nella Grande Guerra. Soldato in Artiglieria e poi in Sanità, il 3 luglio 1902  è dottore in Teologia e il 28 giugno 1903 è sacerdote con 51 compagni nella chiesa esterna dell’arcivescovado (teatro dell’ordinazione anche di Giuseppe Cafasso, Giovanni Bosco, Federico Albert, Giovanni Maria Boccardo, Pio Brunone Lanteri e Luigi Balbiano). Convittore alla Consolata con don Giuseppe Allamano, viceparroco a Carignano, dal 15 dicembre 1912 è parroco di San Secondo, vescovo ausiliare del cardinale arcivescovo Agostino Richelmy.

Prete e vescovo antifascista con i fatti e non a parole. «Stando a una testimonianza attendibile, Mussolini oppose personalmente il veto, dopo la morte del cardinale Giuseppe Gamba, alla nomina di mons. Pinardi ad arcivescovo di Torino». Lo dice  don Giuseppe Tuninetti, storico della Chiesa subalpina: «Il suo antifascismo, praticato più che conclamato, fu vissuto sempre, detto solo in caso di necessità. Non amava le luci della ribalta. Cresce il suo prestigio morale ma non si preoccupa dell’immagine». Confessa: «Mi sono sempre tenuto in disparte dalla vita pubblica, eccettuato in quelle occasioni in cui il dovere me lo imponeva». Testimonia don Luigi Losacco, uno dei 40 preti sfornati in cinquant’anni di parrocchia: «Non era antifascista perché non era ‘anti’ nessuno. Però con il fascismo non ebbe transazioni di sorta». Luigi Federzoni, ministro degli Interni, sentenzia: «Quel Pinardi a Torino dà noia. Sarebbe bene farlo trasferire».

In parrocchia e in diocesi, favorisce e stimola le iniziative: Comitato di azione sociale cattolica, Casa del popolo, Comitato per l’emigrazione, Casa delle Opere cattoliche in corso Oporto 11 (oggi corso Mat¬teotti), sindacati bianchi. Il 24 aprile 1917 Richelmy lo nomina presidente dell’appena fondato Segretariato della Buona stampa: nascono Libreria cattolica, Bollettino parrocchiale, Biblioteche circolanti, Fiere del libro, Crociata antiblasfema. Scandisce: «II giornale socialista arriva anche nei piccoli centri con la parola che avvelena i cuori, soffoca la fede, istilla l’odio e la concezione materialistica della vita. Occorre opporre giornale a giornale».

Nel 1921 don Luigi Sturzo, fondatore del Partito popolare, e Pinardi si conoscono e si stimano: hanno gli stessi ideali. Quando è a Torino il segretario Ppi è ospite della parrocchia San Secondo per la notte e per la Messa. Si incontrano al congresso Ppi al teatro Scribe in via Verdi a Torino, che il prete siciliano apre il 12 aprile 1923 con un inno alla libertà e alla democrazia, applaudito dai democratici e bollato da Mussolini come «discorso di un nemico». Costretto all’esilio e diretto a Londra, Sturzo trascorre l’ultima notte italiana, il 25 ottobre 1924, a Torino ospite dell’amico. Il 26 alle 5 e a porte chiuse celebra Messa. Pinardi lo accompagna a Porta Nuova e attende la partenza del treno per Parigi. Quando Mussolini visita Torino nel 1923 e nel 1932, Pinardi manifesta la sua quieta opposizione: suggerisce a Pier Giorgio Frassati il «coprifuoco» dei cattolici e non esce dalla canonica.

A Richelmy succede Giuseppe Gamba, vescovo di Novara. Chiede a Pinardi, che conosce e apprezza, di restargli al fianco come pro-Vicario generale e Vescovo ausiliare, specie per il nuovo quotidiano «Il Corriere», che nasce il 31 dicembre 1924 e che l’episcopato subalpino vuole «cattolico, apostolico, indipendente». Subentra a «Il Momento» ormai su posizioni filo-fasciste. Pinardi risponde: «Dal febbraio 1923 mi occupo di questo affare, con pregiudizio degli altri miei doveri. «Il Momento» è al fallimento; in Piemonte i cattolici sono senza giornale. L’azione mia per il giornale ha fallito. Ho lavorato per Dio e per obbedienza ai superiori e questo mi conforta».

Osserva lo storico Bartolo Gariglio: «Pinardi rivela autonomia di posizioni; è punto di riferimento per il clero progressista; è favorevole al Ppi, ai sindacati bianchi e all’Unione del lavoro, che aiuta nel duro scontro con il fascismo. Come direttore dell’Azione Cattolica e presidente della Buona stampa, ha una funzione di primissimo piano nella nascita de «Il Corriere» che è su posizioni di cattolicesimo democratico e critica i provvedimenti illiberali del governo».

Dal pulpito stigmatizza la «strage di Torino» del dicembre 1922, predica rispetto e libertà. Mussolini vuole sciogliere le associazioni non fasciste. Gamba e Pinardi protestano per la formazione data dall’Opera nazionale Balilla «laica che si richiama ai miti della forza fisica, della violenza, della supremazia nazionale». Il Collegio parroci, presieduto da Pinardi, lamenta l’impossibilità di avvicinare i ragazzi nelle  feste perché impegnati nelle adunate fasciste.

Gamba muore improvvisamente il 26 dicembre 1929. Il novarese Maurilio Fossati, arcivescovo di Sassari, chiamato a succedergli, si sente dire da Pio XI: «A Torino c’è un vescovo santo, mons. Pinardi, ma lei non deve dargli incarichi di Curia, per non creare altri problemi con il regime fascista». Fossati riceve una lettera anonima: «Vi è a Torino un certo mons. Pinardi. Lasciatelo nel suo canto». La sua carriera ecclesiastica è bruciata. I fascisti lordano più volte le porte della chiesa e della canonica. Coerente anche durante la seconda guerra mondiale. Si chiede: «Come possiamo parlare di Cristianesimo a persone che non sono neppure umane?». Spira il 2 agosto 1962. Dal 1999 è in corso la causa di beatificazione.

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