Le famiglie torinesi accoglieranno i giovani di Taizé

Organizzazione al via – Il 3 gennaio in Arcivescovado la presentazione dell’Incontro europeo di Taizé a Torino, la contemplazione della Sindone, le preghiere  all’Oval del Lingotto e l’accoglienza nelle famiglie per gli attesi 15 mila giovani

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Le preghiere del 30 e 31 dicembre 2020 che rappresentano il cuore dell’Incontro ecumenico europeo dei giovani di Taizé che si terrà a Torino dal 28 dicembre al 1 gennaio 2021, per il quale sono attesi 15 mila ragazzi, si terrà all’Oval del Lingotto di Torino. Ad annunciarlo il 3 gennaio in Arcivescovado, don Luca Ramello direttore della Pastorale Giovanile della diocesi di Torino, nel corso della presentazione di quello che sarà il «Pellegrinaggio di fiducia sulla terra» nel capoluogo piemontese. Un primo incontro voluto per presentare un evento importante per la città Torino che era stato comunicato il 30 dicembre a Breslavia dal priore frère Alois e per il quale sempre da Breslavia l’Arcivescovo di Torino aveva anunciato che per i partecipanti sarà prevista la possibilità di contemplare la Sindone.

Ecco dunque che a poco più di tre giorni dalle notizie giunte dalla Polonia la «macchina organizzativa locale» si è già avviata e dall’Arcivescovado mons. Nosiglia ha presentato l’Incontro e ha in particolare fatto appello alle famiglie per l’ospitalità dei giovani.

“C’è nel pellegrinaggio di Taizè”, ha ricordato mons. Nosiglia “uno scambio di doni che tocca tutti: l’accoglienza nelle nostre case è un modo per conoscere persone nuove e diverse e in un contesto di fede e di ricerca che ci accomuna. Questa esperienza può dimostrare quanto Torino e il suo territorio siano accoglienti e aperti a una disponibilità che va oltre le barriere e i muri e getta un ponte di comunione e di fratellanza universale, esemplare anche per tanti altri ambiti propri della vita civile ed ecclesiale. Chiedo alle parrocchie, alle scuole cattoliche e alle congregazioni religiose, ma anche a tutte le famiglie, cristiane e non, di rendersi veicolo di comunicazione e di sollecitazione verso tutti ad aprire la propria casa ai giovani, pellegrini di pace e di amore ed edificatori dunque di un mondo nuovo”.

“Chiedo”, ha proseguito, “alle istituzioni comunali e regionali di offrire una concreta collaborazione e disponibilità, per favorire in particolare i trasporti e altri aspetti organizzativi, in modo che l’evento sia ricordato come un momento bello, gioioso e ricco anche di valori civili, oltre che religiosi, per dimostrare quanto le nostre città e paesi siano accoglienti e diano importanza alla pace, alla solidarietà, all’incontro e all’amicizia propri dell’evento”.

Un appuntamento che nello stile di Taizè va al di là dunque dell’aggregazione dei giovani, ma prevede un coinvolgimento di spiritualità e fraternità che è stato così precisato da don Ramello: “Comunemente – e forse un po’ impropriamente – tutti parliamo di ‘Capodanno di Taizé’ perché in effetti si svolge tra la fine e l’inizio di nuovo anno”, ha spiegato, “Ma non si tratta affatto di un evento che celebra il Capodanno, né di una grande festa organizzata per migliaia di giovani. Nel pieno rispetto di questi eventi, sottolineo che qui ci troviamo davanti a qualcosa di profondamente è sorprendente differente. Chi vi ha partecipato – come nell’ultima edizione a Wrocław o si reca a Taizé non può non restare impressionato dal clima di silenzio,  raccoglimento e preghiera che accompagna dall’inizio alla fine lo svolgimento degli appuntamenti previsti dal programma. Nel «Capodanno di Taizé» il primo protagonista è il Signore e, dunque, la preghiera che nel suo nome tutti i giovani vivono, più volte lungo l’arco della giornata, al mattino, a mezzogiorno e alla sera, come in un grande e ideale ‘monastero cittadino'”.

Ogni anno il priore della comunità di Taizé, frère Roger prima e ora frère Alois, consegna una lettera ai giovani con le proposte per l’anno. Le proposte spirituali per il 2020, presentate a Wrocław, hanno come titolo «Sempre in cammino, mai sradicati». In questo cammino, nella sua tappa torinese il custode Pontificio della Sindone, mons. Nosiglia, ha voluto aggiungere come «dono» la Contemplazione della Sindone. Chi lo vorrà, all’atto dell’iscrizione, tramite il sito della comunità francese, e per i giovani torinesi, attraverso un apposito portale dedicato, potrà indicare se desidera usufruire di questa opportunità (che non è estesa ad altri se non agli iscritti all’Incontro ) .

Una opportunità che prevede una preparazione, come ha ricordato don Roberto Gottardo, presidente della Commissione diocesana per la Sindone: «saranno predisposti dalla Commissione Sindone e dall’Ufficio Giovani, in collaborazione con CIS e con il Museo della Sindone, vari strumenti utilizzabili fin dai prossimi mesi da quanti intenderanno partecipare alla contemplazione oltre alla possibilità di realizzare incontri con esperti della Sindone. Oltre a questa preparazione che avverrà già a partire dai prossimi mesi, l’esperienza maturata in queste ultime esposizioni della Sindone ha fatto ben comprendere l’importanza di una preparazione che avvenga immediatamente prima del momento della contemplazione; tale “preparazione prossima” dovrà aiutare a riconoscere con semplicità i vari segni presenti sul Telo, distinguendo l’immagine dell’uomo della Sindone dai vari altri segni presenti quali ad esempio le bruciature, gli aloni e le lacune. Questo permetterà ai giovani di fissare il loro sguardo e la loro attenzione sull’elemento più importante: l’immagine di quell’uomo colpito e umiliato che ci rimanda al crocifisso e, in lui a tutti i colpiti e umiliati della storia».

La prepazione alla Contemplazione dei giovani sarà dunque uno dei prossimi «tavoli di lavoro» avviati per organizzare l’incontro con i Frère di Taizé, con le altre confessioni cristiane, con i Distretti e le parrocchie.

Intanto la prossima preghiera sullo stile di Taizé, che tradizionalmente cade il primo venerdì di ogni mese è posticipata al 17 gennaio alle  21, nella chiesa torinese di Sant’Agostino. Alla preghiera saranno presenti i frères John e Xavier della Comunità di Taizé che interverranno anche negli appuntamenti previsti per la Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani che inzia il 18 gennaio.

 

 

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