Nichelino: “occorre lavoro ‘vero’, non centri commerciali”

Viaggio nella grande periferia – Il Comune al sud di Torino porta evidenti i segni della crisi economica che ha spazzato via migliaia di posti di lavoro, certamente non compensati dai giganti del commercio che si sono insediati sul territorio, da «Mondo Juve» a «I Viali». Dopo anni di stallo sembra che qualcosa si muova per nuove attività industriali

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L'area dell'ex stabilimento Viberti a Nichelino

Nichelino punta tutto sul lavoro. Il degrado in cui versa l’ex zona industriale nichelinese al confine con la frazione Garino di Vinovo è oggi il simbolo di un’era che non c’è più che fra gli anni Sessanta e Novanta del secolo scorso diede lavoro a migliaia di famiglie contribuendo alla crescita della città operaia alla periferia sud di Torino.

Il Comune, che conta 48 mila abitanti, porta evidenti i segni della crisi economica che ha spazzato via migliaia di posti di lavoro, certamente non compensati  dai giganti del commercio che si sono insediati sul territorio, da «Mondo Juve» a «I Viali» da cui è arrivato il colpo di grazia ai negozi di quartiere senza una soluzione al problema occupazionale, soprattutto per i giovani (si tratta di contratti precari, di pochi mesi, addirittura a settimana o a chiamata).

Dopo anni di stallo però sembra che qualcosa inizi a muoversi. La società Zust Ambrosetti lo scorso settembre ha rilevato la fabbrica ex Viberti chiusa dagli anni Novanta iniziando un’opera di riqualificazione della zona abbandonata al degrado e all’incuria (e i segni si vedono ancora oggi come mostra la foto scattata la scorsa settimana).

Nei capannoni lavorano circa 80 dipendenti impiegati nel settore della logistica. Segnali positivi arrivano anche dalla Jakala in via Santi Ferdinando, tra la tangenziale sud e via Debouchè, che si occupa di marketing di alta qualità con 200 dipendenti. Si tratta di un’azienda che ha innovato la vecchia produzione di serigrafia. Lo scorso dicembre l’Arcivescovo Nosiglia ha visitato lo stabilimento e incontrato i lavoratori accompagnato dal parroco della Madonna della Fiducia don Gian Franco Sivera, referente della Commissione di Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Unità pastorale 55.

Le parrocchie e l’amministrazione comunale negli ultimi mesi, attraverso la costituzione di un Tavolo di confronto, si sono mobilitate per sostenere i 42 lavoratori residenti a Nichelino delle aziende in crisi dell’area torinese, in particolare l’ex Embraco a Riva presso Chieri e la Mahle di La Loggia.

«Tutta la comunità», sottolinea don Sivera, «attraverso la Commissione di Pastorale sociale e del Lavoro dell’Up, porta avanti un percorso di accompagnamento di queste famiglie rimaste prive di reddito».

Don Gian Franco Sivera, parroco della Madonna della Fiducia a Nichelino

Le offerte raccolte nelle Messe di Natale della parrocchia Madonna della Fiducia e San Damiano, circa 3 mila euro, sono state devolute alle famiglie che da novembre non ricevono più uno stipendio.

«Seguiamo passo passo l’evolversi della vicenda», sottolinea il sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo «ci auguriamo si possa risolvere attraverso un effettivo processo di reindustrializzazione del sito. Se ciò non dovesse avvenire ci stiamo attivando per ricollocare i dipendenti nelle nuove aziende che si stanno insediando sul territorio».

Giampiero Tolardo, sindaco di Nichelino
Giampiero Tolardo, sindaco di Nichelino

Vista l’emergenza occupazionale le parrocchie hanno lanciato una settimana sul tema del lavoro che si terrà dal 13 al 19 marzo prossimi in occasione della festa di san Giuseppe Lavoratore. In programma, giovedì 19 marzo presso la parrocchia Madonna della Fiducia (piazza Aldo Moro 2), uno spettacolo teatrale a cui seguirà un dibattito con Daniele Ciravegna, Piercarlo Frigerio, docenti di Economia all’Università di Torino e Alessandro Svaluto Ferro, direttore della Pastorale del Lavoro della diocesi. Sabato 14 marzo, inoltre, sarà organizzata una marcia della pace per le vie della città contro un’economia dell’egoismo che non mette l’uomo al centro, proprio nei giorni che precedono il vertice di Assisi «Economy of Francesco» a cui prenderanno parte con il Papa giovani economisti e imprenditori da tutto il mondo.

«L’indotto industriale nichelinese» prosegue il sindaco «si sta lentamente rimettendo in moto, «oltre all’area ex Viberti e alla Jakala, ci sono buone speranze anche nel sito che ospitava la storica Liri in via Vernea, dove a breve, grazie ad una società interessata a rilevare il sito, ripartirà la produzione. Stileremo un protocollo con il Centro per l’impiego per garantire posti di lavoro a nichelinesi».

Nel frattempo, come accennato, è in sofferenza il commercio locale soffocato dai grandi centri commerciali. «Non si tratta solo dei piccoli negozi di quartiere» sottolinea don Sivera, già direttore della Pastorale del Lavoro della diocesi «anche gli esercizi della storica Coop di piazza Aldo Moro, per esempio, stanno scomparendo. Le nuove ‘cittadelle del commercio’ non tengono in alcun modo conto delle reali necessità di sviluppo del territorio sofferente per la crisi economica e del lavoro. Occorre creare opportunità lavorative che offrano una prospettiva concreta di rilancio per l’area della Cintura Sud. Dal punto di vista occupazionale i nuovi posti di lavoro, tutti precari, innescano solo meccanismi che generano illusione, instabilità e un senso di frustrazione nella gente».

Mondo Juve

C’è poi da considerare il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione che richiede la presenza di esercizi commerciali di vicinato e non fuori dal centro urbano, come Mondo Juve.

«Certamente i nuovi insediamenti hanno causato sofferenza nel commercio di vicinato» osserva il sindaco Tolardo «anche se i dati sulla produzione del 2019 evidenziano un rapporto positivo tra aperture e chiusure. L’amministrazione insieme ai Comuni limitrofi sta lavorando ad una rete commerciale di vicinato che agevoli i cittadini che lavorano nei centri  confinanti».

Il sindaco annuncia anche l’apertura di un bando della Città Metropolitana di Torino, la prossima primavera, che destinerà fino a 100 mila euro a giovani che intendono avviare un’attività commerciale (per informazioni www.comune.nichelino.to.it).

In arrivo due nuove Rsa

Entro la prossima estate Nichelino avrà due nuove Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) da 180 posti totali per persone anziane non autosufficienti. Sorgeranno in via Debouchè, in prossimità del poliambulatorio dell’Asl, e andranno ad aggiungersi alla residenza San Matteo, inaugurata all’inizio del 2018 in via Parco della Rimembranza di fronte al cimitero. I lavori per entrambe le strutture sono a carico dell’azienda trevigiana Carron Cav Angelo.

La gestione delle tre Rsa è invece affidata al gruppo Gheron. Saranno a disposizione posti in convenzione con l’Asl.

Le nuove residenze di via Debouchè sono composte da due edifici attigui, fisicamente indipendenti: la Rsa «Debouchè» (con 120 posti letto) e la Rsa «Parco Boschetto» (con 60 posti).

«Le nuove Rsa» commenta il sindaco Giampiero Tolardo «rappresentano un passo importante per il miglioramento e l’adeguamento dei servizi assistenziali cittadini alla realtà demografica che vede un sempre più crescente invecchiamento della popolazione. Gli anziani fino a ieri erano costretti a spostarsi in strutture del Chierese o del Carmagnolese, ora potranno rimanere nella propria città. Inoltre le Rsa porteranno nuovi posti di lavoro a beneficio dei nichelinesi».

Le parrocchie di Nichelino con un gruppo di volontari, lungo tutto l’anno portano avanti attività di animazione e ascolto rivolte agli ospiti dell’Rsa San Matteo. L’impegno proseguirà anche con l’entrata in funzione delle nuove residenze.

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