Nosiglia, con Embraco vince la scommessa del lavoro possibile

Salvi 417 lavoratori – L’Arcivescovo esprime soddisfazione per la risoluzione della vicenda dello stabilimento Embraco a Riva di Chieri: ieri è stato firmato all’Amma di Torino l’accordo tra i sindacati e il gruppo israeliano-cinese Ventures per la reindustrilizzazione della fabbrica chierese

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L'Arcivescovo Nosiglia con i lavoratori Embraco

Pubblichiamo la dichiarazione dell’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia in seguito alla risoluzione della vicenda dello stabilimento Embraco a Riva presso Chieri: 

La Chiesa di Torino apprende con gioia la risoluzione positiva della nota vicenda Embraco, dove verrà garantita la continuità occupazionale degli attuali 417 lavoratori.

Interpellato direttamente dai lavoratori fin dall’inizio di questa crisi aziendale, avevo auspicato anche attraverso la veglia di preghiera organizzata nel chierese, che si avviasse un processo di dialogo tra istituzioni, parti sociali e impresa affinché il territorio non perdesse un’importante realtà industriale. Ci auguriamo che questa modalità di lavoro sia una procedura che orienti a risolvere positivamente altre crisi aziendali che in questi mesi sono emerse e che abbiamo monitorato con attenzione. In particolar modo ricordo le vicende della Comital e quella di Italionline, per le quali la nostra preghiera, vicinanza e solidarietà, per i lavoratori e le loro famiglie, continuano a non mancare. Il lavoro per tutti, come ci ricorda spesso papa Francesco è un diritto fondamentale che garantisce il rispetto della dignità e della giustizia dovuti  ad ogni persona, per cui va promosso e salvaguardato prima di tutto sia nelle scelte economiche e industriali che politiche e sociali.

Accogliere notizie positive dal mondo del la favore del territorio è compito di una comunità cristiana attenta a valorizzare ciò che di buono imprese e lavoratori riescono a costruire per continuare quell’opera di edificazione costante del bene comune nel territorio torinese.

+ Cesare NOSIGLIA, Arcivescovo di Torino 

Embraco, tutti salvi. Il nuovo stabilimento produrrà robot 

di Stefano Di Lullo 

Tutti i lavoratori dello stabilimento Embraco a Riva presso Chieri dono definitivamente salvi. Dopo estenuanti trattative durate mesi con la mediazione dell’allora ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, il 26 maggio all’Amma di Torino è stato firmato l’accordo tra i sindacati e il gruppo israeliano-cinese Ventures per la re-industrializzazione della fabbrica chierese della multinazionale brasiliana “Whirpool”: il nuovo impianto produrrà robot per la pulizia di pannelli solari e di macchinari per la depurazione delle acque.

I 417 lavoratori, in base all’articolo 47 (cessione di ramo d’azienda), saranno assorbiti entro il 16 luglio dalla nuova società che per avviare la nuova produzione, come hanno spiegato i dirigenti, necessita di almeno due anni. Per questo sono stati chiesti 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale: rientreranno entro la fine dell’anno 90 operai, che saliranno a 280 entro aprile 2019, altri 330 entro settembre dello stesso anno e 370 entro l’inizio del 2020.

Ai dipendenti che decideranno di firmare il verbale di conciliazione Embraco corrisponderà il tfr maturato fino a dicembre 2016 più un bonus economico di 9.000 euro lordi per il periodo di cassa integrazione da luglio a dicembre 2018.

Si conclude positivamente una vicenda che ha scosso le coscienze non solo nel Chierese ma in tutt’Italia. Fin dall’inizio della crisi la Chiesa torinese è stata accanto ai lavoratori: l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia nel gennaio scorso si recò ai cancelli dell’Embraco per portare solidarietà ai lavoratori e per rendesi disponibile ad incontrare i vertici dell’azienda, il 7 marzo lo stesso Arcivescovo guidò una veglia di preghiera nel Duomo di Chieri proprio in segno di vicinanza con le famiglie coinvolte. Una delegazione di lavoratori lo scorso febbraio fu ricevuta da Papa Francesco in Vaticano. «Le multinazionali», aveva affermato il pontefice, «non hanno diritto di trattare gli uomini come dei numeri».

«Finalmente si chiude in modo positivo», commentano Lino La Mendola, della segretaria provinciale della Fiom-Cgil, e Ugo Bolognesi, responsabile di Embraco per la Fiom-Cgil, «una vertenza durata mesi che ha vissuto punte drammatiche, come quando l’Embraco aveva avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori. Con questo accordo parte la re-industrializzazione che consente il salvataggio di tutti i posti di lavoro. È un successo ottenuto grazie all’impegno dei lavoratori che non hanno mai smesso di lottare per salvare il proprio posto di lavoro: adesso si tratterà di monitorare attentamente l’avanzamento del piano industriale».

Soddisfatti  anche il segretario della Uilm Torino Dario Basso e il responsabile Embraco per la Uilm Vito Benvenuto: «siamo fiduciosi», hanno dichiarato, «sul buon esito dell’operazione, anche in virtù delle garanzie sulle solidità della società fornite dal Ministero. Abbiamo stabilito un monitoraggio continuo sull’evoluzione dell’iniziativa e soprattutto abbiamo ottenuto che i lavoratori non perderanno né salario né diritti. È stata una trattativa complicata e piena di ostacoli, che però ha tracciato una linea in difesa del lavoro in Italia. Basta delocalizzazioni incontrollate».

 

 

 

 

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