Nosiglia, la morte di Anxela cela il dramma dell’indifferenza

La piaga della tratta delle donne – Pubblichiamo la dichiarazione dell’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia sulla morte di Anxela Mecani, la ventenne di nazionalità albanese, uccisa in modo violento nella notte fra il 9 e il 10 giugno lungo la tangenziale Sud di Torino

302

Dopo venti secoli la morte violenta delle donne rimane un «incubo sociale» con cui dobbiamo continuare a confrontarci. Anxela, la ragazza straziata sulla tangenziale mi richiama al cuore e alla mente un’immagine vivida del Vangelo di Giovanni (8, 2-11): la donna sorpresa in adulterio, e destinata alla lapidazione. Perché non è molto cambiata, dai tempi di Gesù ad oggi, l’ipocrisia di una società che, da una parte, proclama di volere la piena «libertà» per ogni donna; e dall’altra non fa nulla per combattere il «mercato della carne» che, sul corpo delle donne più povere e meno difese, continua a fiorire lungo le nostre strade. Un mercato che porta con sé, inevitabilmente, la droga e la criminalità organizzata, le devianze di ogni genere e le importanti somme di denaro che vengono messe in circolo.

Questo non è un problema di ordine pubblico, e non è soltanto una storia di cronaca nera: se riduciamo la morte di Anxela nelle nostre comode categorie continueremo a credere che gli unici problemi, in questo campo, siano il «buon costume» e il «decoro della città»… Invece l’indifferenza dell’opinione pubblica è il cuore del dramma. Perché così si continua a considerare queste persone (donne, anche minorenni) una merce; e perché si offrono giustificazioni al sopruso e alla violenza, e alibi allo sfruttamento. Non c’è «filosofia» che possa conciliare il bene comune, la responsabilità sociale e l’etica personale con l’individualismo sfrenato di chi cerca e vuole solo il proprio piacere e si fa scudo dei soldi con cui lo paga…

Oggi la denuncia non basta, come non basta da sola l’opera doverosa di controllo del territorio da parte delle autorità preposte. Contribuire o accettare supinamente l’erosione del costume morale di un popolo e della dignità della persona umana significa, come la storia ha sempre insegnato, portare al degrado anche culturale e sociale di una civiltà e alla sua inevitabile autodistruzione.

L’azione continua dell’associazione Papa Giovanni XXIII e delle Suore Missionarie di Madre Teresa e di altre realtà cattoliche e laiche che operano nella nostra città a favore di queste donne dovrebbe essere sostenuta in modo molto più adeguato anche sul piano dell’accompagnamento e delle normative oggi carenti o non osservate come si dovrebbe.

Oggi preghiamo per Anxela, perché il Signore della vita accolga nel suo Regno di giustizia e di pace questa nostra sorella. Ma preghiamo anche per la nostra città e per ciascuno di noi: per non dimenticare che la tratta delle donne e dei ragazzi, dei deboli e degli indifesi, è un «nostro» problema.

+ Cesare NOSIGLIA, Arcivescovo di Torino

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome

venti − 19 =