Nosiglia: “Natale con i nonni, nostri angeli e custodi”

Lettera dell’Arcivescovo – Nel messaggio inviato da Nosiglia alle famiglie c’è il riconoscimento del crescente ed essenziale contributo delle persone anziane alla vita collettiva: mantengono i figli senza lavoro, allevano i nipoti, a Torino il 30% presta anche servizio nel volontariato

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La tradizionale Lettera natalizia dell’Arcivescovo Nosiglia, diffusa con l’inizio dell’Avvento («Luce per illuminare le genti», in allegato a La Voce e il Tempo del 2 dicembre, altre copie sono disponibili in Curia – via Val della Torre 3 Torino), solleva quest’anno un tema di particolare rilevanza: il crescente, essenziale contributo delle persone anziane alla vita delle famiglie e della società. La terza età viene solitamente indicata come stagione delle persone fragili (molti anziani lo sono: scriviamo spesso dell’emergenza solitudine, della carenza di servizi assistenziali) ma è anche il tempo della profezia, del saper leggere le cose, della saggezza da trasmettere, dell’amore e del servizio da offrire, della preghiera matura da elevare.

Nosiglia affronta il tema a partire dal brano evangelico di Simeone e Anna, che accolsero e riconobbero Gesù bambino con i suoi genitori al Tempio. In queste pagine pubblichiamo dati statistici che documentano il dono multiforme delle persone anziane. Nonni che sostengono i lavoro dei figli accudendo i nipoti, vicini di casa che si aiutano a vicenda tappando i buchi dell’assistenza pubblica, anziani che dividono la pensione con i discendenti, volontari che reggono la vita delle parrocchie, delle associazioni…

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