Nosiglia scrive ad anziani e operatori delle case di riposo

Coronavirus – L’Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa mons. Cesare Nosiglia sabato 9 maggio ha inviato una lettera ad anziani, ospiti e operatori socio-sanitari delle case di riposo e di cura presenti sul territorio delle due diocesi

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Un ospite presso l'Rsa Annunziata del Cottolengo di Torino

Pubblichiamo la lettera che l’Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa mons. Cesare Nosiglia sabato 9 maggio ha inviato ad anziani, ospiti e operatori socio-sanitari delle case di riposo e di cura presenti sul territorio delle due diocesi.

Cari amici delle case di riposo e di cura  di Torino e Val Susa,

desidero portarvi il mio saluto, la mia preghiera e la mia benedizione in questo tempo di grave sofferenza e preoccupazione che  suscita nel vostro cuore tristezza, a volte anche angoscia  e paura. Vi assicuro che penso a voi spesso e vorrei tanto venire a trovarvi  e portarvi la pace di Cristo e la certezza della sua vicinanza  ogni giorno della vostra vita.

Spero di poterlo fare durante l’estate in particolare per voi della diocesi di Susa rinnovando come ogni anno la visita alle case di cura e di riposo in occasione della novena della Madonna del Rocciamelone.

Sì, non perdiamo mai la serenità del cuore e la speranza di superare questa pandemia e se le prospettive a volte sembrano dolorose ricordiamoci di quanto ha sofferto Gesù che non ha mai dubitato dell’amore del Padre suo. La nostra vita lo sappiamo è nella mani di Dio e lui vede quale è il nostro vero bene e ci ama profondamente per cui non temiamo e affidiamoci  alla sua misericordia di Padre e amico.

Desidero anche ringraziare tutti i medici, assistenti religiosi, cappellani e operatori sanitari e volontari che si prodigano per alleviare le vostre pene e vi sono vicini per sostenervi non solo con le opportune medicine e terapie necessarie ma con l’amicizia e la fraternità che esprimono  verso di  voi e con voi. Anche per le vostre famiglie, con le quali in questo periodo ,magari, non avete potuto intrattenere visite e contatti, ma che sono sempre legate a voi con affetto, rivolgo al Signore la mia preghiera perché possano assistervi con la loro vicinanza e amore.

A Maria Santissima Consolata e consolatrice, patrona della Diocesi di Torino, e alla Signora del Rocciamelone, patrona della diocesi di Susa, chiediamo di avere il coraggio e la fede che ha avuto lei sotto la croce del suo Figlio nell’affrontare quella dolorosa situazione con grande umiltà e accoglienza alla volontà del Padre. Canta una lode molto conosciuta della Chiesa: stava la madre addolorata sotto la croce del suo divin Figlio piangendo e il suo cuore era trafitto da una spada. Maria Santissima conosce e ha sperimentato dunque le sofferenze piu’ dure  che possano capitare a una madre. Essa continua anche oggi e per ciascuno dei suoi figli a partecipare alle nostre sofferenze e a donarci la forza di sostenerle e orientarle come ha fatto lei  al volere del Signore, per ottenere la sua pace e dire il sì  che ci permette  di riscattare  la nostra vita da ogni peccato, grazie alla fede e al dono della salvezza.

Non dimentichiamo quanto ci  ricorda l’apostolo Paolo: “Sono lieto delle sofferenze che sopporto e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo a favore del suo  corpo”. Certamente nulla manca alla passione del Signore ma l’apostolo vuol dirci che anche le nostre pene  hanno un grande valore per tutta la Chiesa e l’umanità.

A Te madre dolcissima di Gesù e madre nostra Maria che onoriamo con i titoli di Consolata e Signora del Rocciamelone rivolgiamo la supplica perché ogni giorno della nostra vita sia un passo in avanti  che ci confermi nella beata speranza che il tuo Figlio Gesù ha promesso a quanti lo amano e lo seguono con la fede e l’amore che tu ci indichi e ci insegni. Amen.

+ Cesare NOSIGLIA, Arcivescovo di Torino

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