Nuovo Governo, il rischio di dividerci sugli slogan

Analisi – Se contassero gli slogan – quelli che difendono la famiglia, quelli che offendono gli immigrati – si potrebbe dire che il nuovo Governo italiano, a trazione Lega-M5s, è vicino alla riflessione del mondo cattolico sull’etica familiare, mentre la respinge largamente sui temi della carità verso i disperati. Gli slogan però sono solo slogan

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I ministri del Governo Conte

Se contassero gli slogan – quelli che difendono la famiglia, quelli che offendono gli immigrati – si potrebbe dire che il nuovo Governo italiano, a trazione Lega-M5s, è vicino alla riflessione del mondo cattolico sull’etica familiare, mentre la respinge largamente sui temi della carità verso i disperati. Gli slogan però sono solo slogan: quelli xenofobi della Lega in campagna elettorale stanno per fortuna smorzandosi, quelli etici del ministro Fontana in difesa della vita nascente e della famiglia sono purtroppo già stati smentiti da Salvini: «non rientrano nel contratto di Governo».

Intanto a Torino la vicenda delle «due mamme» iscritte all’Anagrafe insegna cosa davvero pensi il Movimento Cinque Stelle sulla famiglia. Dunque di cosa stiamo parlando? Questo numero del giornale dà spazio ad alcune lettere ricevute in Redazione, sia a favore sia contro le posizioni del Governo. Tutte esprimono una forte tensione ideale per i valori dell’uomo. La lettura d’insieme di questi testi fa intravvedere un rischio all’orizzonte: quello di far finire spaccata l’opinione dei cattolici attorno agli slogan, con il risultato di indebolire le parole che il mondo cattolico, quando unisce le voci, è capace di pronunciare sui grandi temi della democrazia. Nel giorno della Festa della Repubblica, il 2 giugno, l’Arcivescovo Nosiglia ha per la prima volta chiesto di pregare per la tenuta delle istituzioni democratiche.

A nostro parere, questo non è il momento delle scelte categoriche dietro a questa o quella sirena. È stato fatto in passato e furono passi imprudenti. Se un paio di sensazioni si possono anticipare sono purtroppo legate a due fatti preoccupanti: la malaugurante violenza dell’attacco sferrato dall’on. Di Mario contro il Presidente Mattarella poco prima di salire al Governo; l’apertura dell’Italia alla Russia neo-imperiale di Putin. Apprezzabile invece la sensazione che il nuovo Governo desideri affrontare di petto il problema della povertà degli italiani.

Conteranno i fatti. Le prime questioni che il Governo affronterà non sono quelle dell’etica, ma le politiche previdenziali, per il lavoro e per il sostegno al reddito, le soluzioni per la gestione del debito pubblico, unitamente al nodo cruciale della collocazione dell’Italia in Europa, alla questione dei flussi di migranti e delle infrastrutture (Tav? no Tav?). In questa fase, cadere nella trappola di dividersi sugli slogan dell’etica impedirebbe di pronunciare parole alternative, ove possibile coese, sui nodi attorno cui si gioca l’esistenza della vita democratica.

Se poi la gestione dei migranti assumerà modalità persecutorie, per ora accantonate, il giudizio sarà negativo, come fu negativa la valutazione dei veleno respirato in campagna elettorale contro lo «straniero». Se le opinioni del ministro Fontana (che stimiamo per il coraggio delle sue affermazioni sulla famiglia, largamente condivisibili sulla carta, ma estranee al contratto di Governo) si tradurranno in azioni concrete, andrà valorizzato. Per ora in tema di famiglia non c’è materia. Il patto firmato da Lega e Cinque Stelle segue un’agenda diversa.

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