Paolo VI e mons. Romero santi insieme durante il Sinodo

Domenica 14 ottobre – Durante il Sinodo dei Vescovi su Giovani Papa Francesco proclamerà santi in piazza San Pietro il suo predecessore Papa Montini, l’arcivescovo di San Salvador Oscar Arnulfo Romero Galdámez e altri quattro beati. Il pontefice lo ha ufficializzato il 19 maggio nel Concistoro ordinario pubblico

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Domenica 14 ottobre 2018, durante il Sinodo dei vescovi su «I giovani, la fede, il discernimento vocazionale» (3-28 ottobre), Papa Francesco proclamerà santi in piazza San Pietro, Paolo VI, l’arcivescovo di San Salvador Oscar Arnulfo Romero Galdámez e altri quattro beati. Lo ha comunicato il 19 maggio il Pontefice nel Concistoro ordinario pubblico. In tutto sei nuove stelle brilleranno nella costellazione della santità, uomini e donne che si sono spesi per servire Dio e i fratelli. Oltre a Papa Montini e all’arcivescovo martire, diverranno santi: il lombardo Francesco Spinelli (1853 – 1913), sacerdote diocesano, fondatore delle Suore adoratrici del Santissimo Sacramento; il campano Vincenzo Romano (1751-1831), sacerdote diocesano; la tedesca Maria Caterina Kasper (1820 – 1898), fondatrice delle Povere ancelle di Gesù Cristo; la spagnola Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù, March Mesa (1889-1943), fondatrice delle Suore missionarie crociate della Chiesa.

Giovanni Battista Montini – Nasce a Concesio, provincia e diocesi di Brescia, il 26 settembre 1897. Sacerdote dal 29 maggio 1920, indirizzato alla carriera diplomatica, svolge il suo servizio in Segreteria di Stato. Arcivescovo di Milano dal 1955, tre anni prima di essere creato cardinale da Giovanni XXIII. Gli succederà al soglio di Pietro il 21 giugno 1963. Paolo VI porta avanti e conclude il Concilio Vaticano II (1962-65). Con coraggio, pur tra grandi difficoltà e sorde opposizioni, mettere in opera le deliberazioni e le riforme del Concilio. Scrive sette encicliche; compie 9 viaggi apostolici fuori d’Italia, a cominciare da quello del gennaio1964 in Terra Santa; coltiva i rapporti ecumenici, con proficui scambi e incontri con le Chiese ortodossa, anglicana e protestanti. L’ultimo periodo del pontificato è segnato dalla contestazione ecclesiale e dall’uccisione del suo amico onorevole Aldo Moro. Muore nella residenza pontificia di Castel Gandolfo il 6 agosto 1978.

Oscar Arnulfo Romero y Galdámez – Una vita spesa per il Vangelo, la Chiesa e i poveri oppressi, quella di Oscar Romero, nato il 15 marzo 1917 a Ciudad Barrios, nello Stato di El Salvador. Dopo gli studi a Roma, è sacerdote dal 4 aprile 1942 e arcivescovo di San Salvador nel 1977. Pastore innamorato del gregge, vive povero e sobrio nelle stanze del custode di un ospedale per malati terminali. «Nel nome di Dio e del popolo che soffre vi supplico, vi prego e, in nome di Dio, vi ordino: cessi la repressione» supplica il 23 marzo 1980, nella sua ultima predica in Cattedrale. Il 24 marzo, un sicario degli «squadroni della morte» si intrufola nella cappella dell’ospedale dove il vescovo sta celebrando Messa, e lo uccide brutalmente con un colpo al cuore. Aveva appena detto: «Che questo corpo immolato e questo sangue sacrificato per gli uomini ci spinga a dare anche il nostro corpo e il nostro sangue al dolore e alla sofferenza come Cristo; non per noi stessi ma per dare al nostro popolo frutti di giustizia e di pace».

Francesco Spinelli – «Attingere l’amore più ardente dall’Eucaristia celebrata e adorata per riversarlo sui più poveri fra i fratelli»: è lo scopo dell’Istituto delle suore adoratrici del Santissimo Sacramento, fondato da Francesco Spinelli, sacerdote diocesano, insieme con la bresciana Caterina (Gertrude) Comensoli, dichiarata santa nel 2009. Nato a Milano il 14 aprile 1853, è ordinato sacerdote il 17 ottobre 1875. Nella sua vita, segnata da grandi prove, vive e insegna l’arte del perdono più smisurato, perché di fronte al nemico si può applicare solo «la vendetta di un infinito amore». Muore il 6 febbraio 1913.

Vincenzo Romano – Torre del Greco, provincia e diocesi di Napoli, dà i natali a Vincenzo Romano il 3 giugno 1751. Sacerdote dal 10 giugno 1775, dopo la terribile eruzione del Vesuvio del 1794, si dedica all’opera di ricostruzione materiale e morale  della città e della chiesa di Santa Croce. Cerca sempre nuovi metodi per avvicinare i fedeli e introduce la cosiddetta «sciabica»: con il crocifisso in mano avvicina capannelli di persone o singoli improvvisando una breve predica. Spesso è mediatore dei contrasti fra gli armatori delle «coralline» e i marinai che affrontano i rischi e le fatiche della pesca del corallo. Muore il 20 dicembre 1831.

Maria Caterina Kasper – Nasce nel villaggio tedesco di Dernbach il 26 maggio 1820. L’Istituto da lei fondato, le Povere ancelle di Gesù Cristo, affonda le radici nel 1845, quando inaugura la vita comune con alcune compagne: tre anni dopo, il 15 agosto 1848 (Assunta), apre la loro casa ai poveri del paese. Madre Maria Caterina segue la formazione delle novizie e l’apertura di nuove case, anche all’estero, per aiutare gli immigrati tedeschi. Muore il 2 febbraio 1898.

Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù (March Mesa) – Nasce a Madrid in Spagna nel 1889 e inizia a scoprire la propria vocazione durante il viaggio che compie, insieme con la famiglia, alla volta del Messico, quando incontra alcune suore. Fatto il noviziato in patria, nel 1908 riprende la via delle Americhe, destinata alla missione di Oruro in Bolivia. Nel 1920, dopo un corso di esercizi spirituali incentrati sul Regno di Dio, prende corpo una nuova Congregazione «crociata di amore che abbraccia tutta la Chiesa», fondata il 16 giugno 1925 con il nome di Suore missionarie della crociata pontificia, poi Missionarie crociate della Chiesa, famiglia religiosa che sostiene la promozione sociale e lavorativa delle donne. Nel 1938 si trasferisce in Argentina, dove apre molte istituzioni in favore delle giovani e dei poveri. Muore a Buenos Aires nel 1943.

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