Papa Francesco, “Chi prega non è mai solo”

Vaticano – Vicinanza alle vittime degli abusi e delle guerre così Papa Francesco al termine dell’Udienza di mercoledì 11 novembre

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“Ieri è stato pubblicato il Rapporto sul doloroso caso dell’ex cardinale Theodore McCarrick. Rinnovo la mia vicinanza alle vittime di ogni abuso e l’impegno della Chiesa per sradicare questo male”. Così Papa Francesco al termine dell’udienza di mercoledì 11 novembre. Parole di vincinanza espresse poi anche per ogni vittima del male perpretato dagli uomini: “Oggi, in alcuni Paesi, si celebra la memoria di coloro che sono morti nelle guerre. Possa la nostra preghiera per tutte le vittime della violenza nel mondo incoraggiarci ad essere strumenti di pace e di riconciliazione”.

E il tema della preghiera è stato anche quello che ha caratterizzato la catechesi: un forte richiamo a considerarla elemento essenziale della vita.

“Continuiamo le catechesi sulla preghiera. Qualcuno mi ha detto: “Lei parla troppo sulla preghiera. Non è necessario”. Sì, è necessario. Perché se noi non preghiamo, non avremo la forza per andare avanti nella vita. La preghiera è come l’ossigeno della vita. La preghiera è attirare su di noi la presenza dello Spirito Santo che ci porta sempre avanti. Per questo, io parlo tanto sulla preghiera”.

Papa Francesco ha ricordato come Gesù abbia dato esempio “di una preghiera continua, praticata con perseveranza”, di una preghiera perseverante “Tanti santi e sante hanno sperimentato la notte della fede e il silenzio di Dio – quando noi bussiamo e Dio non risponde – e questi santi sono stati perseveranti. In queste notti della fede, chi prega non è mai solo. Gesù infatti non è solo testimone e maestro di preghiera, è di più. Egli ci accoglie nella sua preghiera, perché noi possiamo pregare in Lui e attraverso di Lui. E questo è opera dello Spirito Santo”.

 

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