Papa Francesco il 29 giugno creerà 14 nuovi cardinali

Chiesa – Nella Solennità di Pentecoste il pontefice ha annunciato che il prossimo 29 giugno terrà un concistoro per la creazione di 14 nuove porpore. Tra le nomine il caldeo Sako, irakeno, mons. Coutts, arcivescovo di Karachi nell’utraislamico Pakistan e l’elemosiniere polacco mons. Krajewski, dedito notte e giorno a poveri e senzatetto, migranti e rifugiati

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Concistoro

«Non ne sapevo nulla. Stavo per uscire in bici dal Vaticano quando mi hanno avvertito che dovevo ascoltare il Papa al “Regina coeli”. Per me è una sorpresa totale». Si confida a «VaticanInsider-La Stampa» l’arcivescovo polacco Konrad Krajewski, nominato tra i 14 nuovi cardinali annunciati da Francesco il 20 maggio 2018, solennità di Pentecoste, per il Concistoro del 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo.

Quinto Concistoro – Dopo quelli del 22 febbraio 2014, ‎14 febbraio 2015, ‎19 novembre 2016 e ‎28 giugno 2017, Bergoglio agisce come sempre: massima segretezza – nessuna indiscrezione o fuga di notizie, neppure ai vaticanisti più introdotti -, niente allerta ai nominati, sorpresa assoluta: «Sono lieto di annunciare che il 29 giugno terrò un Concistoro per la nomina di 14 nuovi cardinali. La loro provenienza esprime l’universalità della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini. L’inserimento dei nuovi cardinali nella diocesi di Roma manifesta l’inscindibile legame tra la Sede di Pietro e le Chiese particolari diffuse nel mondo. Preghiamo per i nuovi cardinali affinché, confermando la loro adesione a Cristo, sommo sacerdote misericordioso e fedele, mi aiutino nel mio ministero di vescovo di Roma per il bene di tutto il santo popolo fedele di Dio».

I nominati – Dei 14 nuovi cardinali, 11 hanno meno di 80 anni, e quindi elettori in un eventuale Conclave e 3 ultraottantenni, non votanti ma figure simboliche. Questi i nomi: Luis Raphael I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq); Luis Francisco Ladaria Ferrer, gesuita, dal 1° luglio 2017 prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (Spagna); Angelo De Donatis, vicario di Roma (Italia); Giovanni Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato (Italia); Konrad Krajewski, elemosiniere apostolico (Polonia); Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi (Pakistan); Antonio dos Santos Martos, vescovo di Leiria-Fatima (Portogallo); Pedro Ricardo Barreto Jimeno, gesuita, arcivescovo di Huancayo (Perù); Désiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina (Madagascar); Giuseppe Petrocchi, arcivescovo de L’Aquila; Thomas Aquinas Manyo Maeda, arcivescovo di Osaka (Giappone). Tre ultraottantenni «che si sono distinti per il servizio alla Chiesa»: Sergio Obeso Rivera, arcivescovo emerito di Jalapa (Messico); Toribio Ticona Porco, prelato emerito di Coro Coro (Bolivia); Aquilino Bocos Merino (missionario claretiano).

Le particolarità – Apre la lista il patriarca caldeo Sako, irakeno, nomina significativa nel panorama del Medio Oriente, come l’anno scorso Mario Zenari, nunzio in Siria. Significativa la porpora a Coutts, arcivescovo di Karachi nell’utraislamico Pakistan. Ricevono la berretta tre esponenti della Curia: il teologo spagnolo Ladaria Ferrer, prefetto della Dottrina della fede; il sostituto della Segreteria di Stato il sardo Becciu, che potrebbe subentrare a qualche cardinale prefetto ultraottantenne; l’elemosiniere polacco Krajewski, dedito notte e giorno a poveri e senzatetto, migranti e rifugiati. Poi il vicario di Roma, il pugliese De Donatis. Petrocchi de L’Aquila conosce personalmente Bergoglio ed è un segno di attenzione alle popolazioni terremotate del Centro-Italia. Novità sono il vescovo di Fatima nel centenario delle apparizioni (1918-2018); il peruviano Barreto nel 2012 fu minacciato di morte dopo la lettera pastorale in cui chiedeva di fermare le attività estrattive in Amazzonia alla quale nell’ottobre 2019 sarà dedicato il Sinodo speciale; l’unico non vescovo è il claretiano Bocos Merino. Delle ex tradizionali sedi cardinalizie non ricevono il cardinalato gli arcivescovi di Parigi, Milano, Torino, Venezia, Bologna, Palermo: gli emeriti di queste sedi sono ancora vivi.

Composizione del Collegio cardinalizio – Passa da 115 a 126 votanti in caso di Conclave: 59 nominati da Bergoglio, 48 da Ratzinger, 19 da Wojtyla. Tra gli elettori gli da 48 a 54; Nord-America rimangono 17; Centro-America restano 5; Sud-Ameruica da 12 a 13; Africa da 15 a 16; Asia da 14 a 17; Oceania rimangono 4. Dei 9  porporati subalpini, 3 sono elettori: Giuseppe Bertello, Domenico calcagno, Giuseppe Versaldi; 6 non elettori: Tarcisio Bertone, Renato Corti, Giovanni Lajolo, severino Poletto, paolo Sardi, Angelo Sodano.

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