Pasqua in Borgo Vittoria con la Cupola illuminata

Santuario Nostra Signora della Salute – La sera del Giovedì Santo, il 18 aprile, è stato inaugurato il nuovo sistema di illuminazione. Accanto al parroco della parrocchia della Salute, don Franco Pairona, sono intervenuti il canonico Silvio Cora, in rappresentanza dell’Arcivescovo Nosiglia e il sindaco Chiara Appendino. GALLERY 

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«Non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre buone opere e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli». Ha scelto significativamente il Vangelo di Matteo al capitolo 5 il parroco del santuario di Nostra Signora della Salute, don Franco Pairona, per indicare il senso dell’illuminazione esterna della cupola e della chiesa, cuore di Borgo Vittoria. «Ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile l’opera», ha proseguito don Pairona, dei giuseppini del Murialdo a cui dal l927 sono affidate le cure pastorali della parrocchia-santuario «queste luci siano motivo di rinascita per il nostro Borgo e sia stimolo per noi cristiani ad essere sempre più ‘luce del mondo’»

L’accensione «ufficiale» dell’impianto di luce decorativa realizzato dal Gruppo Iren, è avvenuta nella serata del Giovedì della Settimana Santa, il 18 aprile, preceduta da una breve cerimonia con le autorità tra cui il sindaco Chiara Appendino, il canonico don Silvio Cora in rappresentanza dell’Arcivescovo accompagnato dall’architetto Adriano Sozza, responsabile dell’Ufficio diocesano per l’amministrazione dei Beni Culturali – Edilizia di Culto, Giuseppe Bergesio, amministratore delegato Iren Torino, Marco Novello, presidente della Circoscrizione V, Roberto Orlandini del Centro di documentazione storica della Circoscrizione e Giovanni Scolaro, presidente dell’Associazione commercianti di via Chiesa della Salute.

Don Silvia Cora, richiamando l’inizio del Triduo pasquale, ha sottolineato come sia significativo accendere le luci di  una delle cupole più alte della nostra città: «Per i cristiani la Settimana Santa porta alla Pasqua, alla vittoria della luce sulle tenebre, della vita sulla morte. Che queste luci siano di buon auspicio per tutta la comunità locale e diocesana. Per questo Borgo, che come tante altre periferie urbane racchiude sofferenze e solitudini, sia un motivo di speranza perché chi entra in questa chiesa trovi luce per il suo cuore e una comunità accogliente».

La parrocchia santuario di Nostra Signora della Salute, in cui si venerano le spoglie mortali di san Leonardo Murialdo, fondatore della congregazione di San Giuseppe e santo sociale educatore dei giovani più poveri della Torino dell’Ottocento, fu realizzato tra il 1895 e il 1950 su un progetto dell’architetto Giuseppe Angelo Reycend. Contiene numerose opere l’arte tra cui una pregevole Via Crucis realizzata a Parigi nel 1890, tele del pittore Enrico Reffo, fratello del venerabile don Eugenio Reffo, cofondatore con san Murialdo della Congregazione di San Giuseppe e l’ossario dei caduti della battaglia del 1706 da cui prende il nome Borgo Vittoria.

Per l’illuminazione della cupola che ora è visibile in città, oltre che dalla collina, anche da chi giunge in Borgo Vittoria da corso Inghilterra, sono stati utilizzati, come ha spiegato l’amministratore delegato dell’Iren, «32 proiettori con sorgente luminosa a led bianco caldo con temperatura di colore identica a quanto previsto per i monumenti di Torino e 61 barre, tutte a led, con potenza di impianto di circa 4,6 KW. Per montare le lampade oltre a numerosi addetti sono intervenuti anche due alpini». I consumi, a spese dell’Iren, è pari a quello dell’illuminazione di un’ alloggio».

La speranza, come si augurano i numerosi parrocchiani e borghigiani che sono intervenuti all’accensione allietata dal gruppo d’archi Felix Ensemble, è che Borgo Vittoria diventi un quartiere sempre più inserito nella città e nei circuiti turistici di chi visita Torino ma anche dei torinese: in periferia non c’è solo disagio ed emarginazione ma scrigni d’arte e fede antica come il santuario della Salute.

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