Il Pd fa diga a Torino, voto di protesta nelle periferie

Torino assegna tutti i seggi uninominali al centro-sinistra e centro-destra, divisi in parti uguali. Il Pd – primo partito della città – fa diga nei quartieri centrali, ma nelle periferie Nord e Sud, con i problemi aperti dei campi nomadi e dell’ex Moi, è forte il voto di protesta

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Torino Centro e Mirafiori al centro-sinistra. Barriera di Milano, Vallette, Borgo San Paolo e Aurora vanno al centro-destra. I Cinque Stelle tengono, ma con il freno a mano tirato, in controtendenza rispetto al dato nazionale. La città esce dal voto delle politiche divisa in due, se si guarda alle coalizioni: il Pd torna primo partito al 26,4%, 7-8 per cento in più della media nazionale, ed è protagonista dei duelli con il centro-destra; la Lega sale al 17% e vince nelle periferie trainando Forza Italia, di poco sotto l’11%; il M5S sconta i problemi della giunta Appendino e si attesta al 23,5%; LeU è al 6,5%, meglio del risultato nazionale del partito. Ma se il PD fa diga al centro, nelle periferie Nord e Sud della città, con i problemi aperti del campo nomadi di via Germagnano e dell’ex Moi, il voto di protesta (da una parte la Lega, dall’altra il M5S) supera il 50% nella periferia Nord.

Il centro si conferma roccaforte della sinistra con Andrea Giorgis che sfonda il 40%, contro il 31,9% di Marco Francia del centro-destra e appena il 17,13% dell’economista Paolo Turati, candidato del M5S. Vince anche il dem Stefano Lepri nel collegio di Mirafiori, contro Paolo Greco Lucchina (Udc- Noi con l’Italia). Il collegio Aurora, Barca e Barriera va a Roberto Rosso (FI), con il 36,48% dei voti, che lascia al 29% il nuotatore olimpionico Domenico Fioravanti del M5S. Alle Vallette, per meno di 200 voti, la democratica Paola Bragantini (33,2%) perde il testa a testa con Augusta Montaruli (33,3%) di Fratelli d’Italia.

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