«Quali Salesiani per i giovani d’oggi?»

Torino – «Quali Salesiani per i giovani d’oggi?» è il tema che la Congregazione salesiana affronta nel 28° capitolo generale che si tiene presso la Casa madre a Valdocco da domenica 16 febbraio a sabato 4 aprile

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La Basilica di Maria Ausilatrice a Torino

«Quali Salesiani per i giovani d’oggi?» è il tema che la Congregazione salesiana affronta nel 28° capitolo generale nella Casa madre di Torino-Valdocco da domenica 16 febbraio a sabato 4 aprile 2020. Oltre 240 capitolari di 60 nazionalità rappresentano la Famiglia Salesiana, circa 440 mila tra religiosi-e, consacrati-e, laici-e di 132 Paesi, una realtà mondiale più grande e più conosciuta della Fiat. Dovranno eleggere il rettor maggiore: con ogni probabilità sarà confermato per altri sei anni (2020-2026) don don Ángel Fernández Artime, decimo successore di San Giovanni Bosco, che ha già guidato la Congregazione per sei anni (2014-2020).

Alla Famiglia Salesiana appartengono 30 gruppi – I tre gruppi istituiti da don Bosco: i Salesiani fondati a Torino il 18 dicembre 1859; le Figlie di Maria Ausiliatrice; i Cooperatori salesiani; e quelli sorti nel suo spirito: le Figlie dei Sacri Cuori fondate in Colombia dal beato Luigi Variara (1905); le Volontarie di don Bosco fondate dal beato Filippo Rinaldi (1917); le Salesiane Oblate del Sacro Cuore di Gesù fondate dal vescovo Giuseppe Cognata (1933); le Suore della carità di Gesù fondate in Giappone da don Antonio Cavoli (1937); le Suore Missionarie create in India dal vescovo missionario venerabile Stefano Ferrando; le associazioni degli ex allievi dei Salesiani e delle ex allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Uno sviluppo travolgente – Il 31 gennaio 888 alla morte del fondatore i Salesiani sono 773 in 57 case e le Figlie di Maria Ausiliatrice sono 393. Hanno raggiunto il massimo sviluppo nel 1967 con 21.614 religiosi e 1.196 novizi. Le statistiche del 2016 parlano di 10.065 sacerdoti, 1.655 fratelli-cooperatori, 432 novizi. I Salesiani sono presenti nei 5 continenti con 90 ispettorie in 6 macro-regioni: Africa-Madagascar (28 capitolari); America Cono Sud (22); Asia Est-Oceania (25); Asia Sud (33); Europa Centro e Nord (37); Interamerica (26); Mediterranea (31). È la congregazione più diffusa ed è la seconda per numero di religiosi dopo la Compagnia di Gesù. Oggi «Il Bollettino Salesiano», che inizia le pubblicazioni nel 1877, si stampa in 56 edizioni e in 29 lingue e raggiunge 132 Nazioni.

La Famiglia Salesiana è una «famiglia di santi» – In 163 anni i santi sono 5: Giovanni Bosco – nel 2015 si è celebrato il bicentenario della nascita avvenuta il 16 agosto 1815 ai Becchi di Castelnuovo –; Maria Domenica Mazzarello; Domenico Savio; i due martiri in Cina, il vescovo pavese Luigi Versiglia e il sacerdote di Cuorgnè Callisto Caravario; 118 beati, compresi 6 martiri nei lager nazisti e i 97 della guerra civile spagnola (32 a Siviglia, 42 a Madrid, 33 a Valencia). Uno degli ultimi beati è stato proclamato l’11 novembre 2007 a Chimpay in Argentina dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone: è il diciannovenne Zeffirino Namuncurà, primo beato argentino e figlio del più importante «cachico, capo» degli indios Araucani. All’esame di Roma c’è la beatificazione di Margherita Occhiena, la mamma di don Bosco. In lista d’attesa 16 venerabili e 25 servi di Dio, tra i quali 9 martiri polacchi.

La successione dei rettori maggiori segue la progressiva universalità della Congregazione nata sotto la Mole: 1) Don Michele Rua (1837-1910), piemontese nato a Torino (parrocchia San Gioachino), beato dal 28 ottobre 1972, rettor maggiore 1888-1910;  2) don Paolo Albera (1845-1921), piemontese nato a None (Torino), 1910-1921; 3) don Filippo Rinaldi (1856-1931), piemontese nato a Lu Monferrato, provincia di Alessandria e diocesi di Casale Monferrato, beato 29 aprile 1990, 1922-1931; 4) don Pietro Ricaldone (1870-1951), piemontese di Mirabello, provincia di Alessandria e diocesi di Casale Monferrato, 1932-1951; 5) don Renato Ziggiotti (1892-1983), veneto di Campodoro, provincia di Padova e diocesi di Vicenza, sergente di Sanità durante la Grande Guerra, 1952-1965, primo superiore generale emerito perché muore nel 1983; 6) don Luigi Ricceri (1901-1989), siciliano di Mineo (Catania), 1965-1977: 7) don Egidio Viganò (1920-1995), lombardo di Sondrio in Valtellina, giovanissimo andò missionario in Cile dove trascorre trent’anni prima del generalato (1977-1995, 3 mandati); 8) don Juan Edmundo Vecchi (1931-2002), argentino di Viedma, figlio di una famiglia italiana emigrata, 1996-2002, morto il 23 gennaio 2002 allo scadere del mandato; 9) don Pascual Chàvez Villanueva (1947-vivente), messicano di Real de Catorce, nessun rapporto precedente con Torino (2002-2014, due mandati); 10) don Ángel Fernández Artime, spagnolo di Gozón-Luanco nato il 21 agosto 1960, eletto il 25 marzo 2014.

Sempre attuale il motto di don Bosco «Da mihi animas, cetera tolle» – Si tratta di attuare nel XXI secolo il progetto del santo di Valdocco: evangelizzazione, catechesi, educazione; vita consacrata salesiana; povertà evangelica; nuove frontiere per la missione tra i giovani. Lo spirito è sempre quello: scelta dei giovani, missionarietà, predilezione per i poveri, promozione umana, dialogo ecumenico e interreligioso. Sei anni fa, il 25 marzo 2014, festa dell’Annunciazione del Signore, il 27° capitolo dei Salesiani, riunito nella Casa generalizia di Roma, ha eletto al primo scrutinio don Ángel Fernández Artime. Nato sessant’anni fa nelle Asturie in Spagna; emette la prima professione religiosa il 3 settembre 1978; i voti perpetui il 17 giugno 1984; è ordinato sacerdote il 4 luglio 1987. Nessun rapporto precedente con Torino. Ispettore dell’Argentina, dove ha conosciuto e collaborato con cardinale gesuita Jorge Mario Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires. Anche lui non aveva nessun rapporto con Torino. Ora è molto probabile una sua rielezione.

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