Quasi azzerato il fondo regionale per gli Oratori

Risorse al lumicino –  La legge prometteva 1 milione di euro, invece nel 2017 ne sono stati stanziati 333 mila e non sono stati ancora erogati. Per il 2018 tutto tace. E gli Oratori Estivi per farsi carico delle famiglie in difficoltà economiche che non possono pagare le quote di iscrizione si affidano alle collette di solidarietà. Parlano i preti di periferia

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Proprio nei giorni in cui si intensifica l’attività degli oratori, luoghi di frontiera e integrazione, che lungo tutto l’anno portano avanti progetti sociali in quartieri e comuni torna a far discutere l’odissea burocratica che ormai da anni coinvolge parrocchie, associazioni oratoriane, la Pastorale giovanile della diocesi e l’associazione Noi Torino in relazione all’erogazione dei fondi relativi alla legge regionale 26/2002 sugli oratori.

Nelle casse degli oratori non arriva un centesimo dalla Regione da tempo. I contributi sono bloccati dall’anno pastorale 2014-2015. Gli ultimi fondi versati riguardano, infatti, il saldo dei progetti relativi al 2014-2015.

La legge, dopo uno stallo, è stata rifinanziata per l’anno 2016-2017 con uno stanziamento di  «quattro dodicesimi», ovvero un terzo dei contributi erogati in passato che ammontavano a poco più di un milione di euro. Si tratta nello specifico di 333 mila euro che dovranno essere suddivisi fra le diverse confessioni ed enti di culto che portano avanti attività di oratorio in tutto il Piemonte. «Si tratta di briciole», sottolinea don Luca Ramello, direttore della Pastorale giovanile diocesana, «che rischiano di essere ulteriormente frammentate e dispersi fra i vari progetti, considerando anche le capziose procedure burocratiche per la presentazione dei bandi».

Ed ecco che la Pastorale giovanile regionale e la Noi Torino hanno stabilito di investire la cifra su progetti diocesani. Per l’anno pastorale 2017-2018 la presentazione dei progetti è di nuovo bloccata.

Anche l’Arcivescovo Nosiglia nelle scorse settimane è intervenuto scrivendo al presidente della Regione Sergio Chiamparino e all’assessore alle Politiche sociali Augusto Ferrari. Dal Palazzo della Regione è stata sempre manifestata disponibilità al dialogo, ma non è arrivata alcune risposta, solo ulteriori promesse e rinvii. Tutto tace. In sostanza, come informano dalla Regione, lo stanziamento dei fondi dipende dall’assestamento di bilancio.

«Si tratta di fatto di una legge vuota», sottolinea don Stefano Votta, presidente della Noi Torino, «che ormai esiste solo sulla carta (e sulle promesse), ma di cui gli oratori e le diocesi non possono far conto per strutturare le diverse attività sociali sul territorio».

Oratori estivi mobilitati per chi fatica

Con il termine delle lezioni scolastiche diventa sempre più imponente ed essenziale l’impegno di circa 200 oratori mobilitati in tutta la diocesi torinese nei mesi estivi con migliaia di educatori, animatori e volontari, giovani e adulti per settimane all’insegna della crescita e della condivisione con lo stile educativo dell’oratorio. Soprattutto sono le parrocchie a farsi carico delle fatiche di tanti nuclei familiari che non possono permettersi di pagare la quota di iscrizione, una cifra contenuta rispetto ai centri estivi comunali che gli oratori chiedono per la copertura parziale delle spese organizzative.

Ed ecco la gara di solidarietà per recuperare fondi in modo da non lasciare nessuno per strada ed offrire a tutti, in particolare nei quartieri di periferia segnati dall’emergenza, l’opportunità di crescita anche in vista di scelte per il proprio futuro. Non si tratta solo delle ordinari attività aggregative: gli oratori aprono anche alla sera e nei week-end per giovani e famiglie che non frequentano le parrocchie, numerosi i progetti che favoriscono l’inclusione dei disabili, dei migranti, dei ragazzi svantaggiati.

San Salvario – Nel quartiere multietnico gli oratori Ss. Pietro e Paolo e San Luigi affidati ai Salesiani organizzano 9 settimane di estate ragazzi con circa 250 iscritti. «Dobbiamo reperire oltre 4.000 euro per le famiglie in difficoltà», spiega il parroco don Mauro Mergola, «abbiamo dunque da un parte avviato il progetto solidale ‘Adotta un bambino per l’estate’, dall’altra chiediamo alle famiglie di contribuire al progetto estivo con un proprio servizio in base alle proprie competenze (decoratore, pulizie, …). L’iscrizione all’oratorio estivo diventa occasione per avvicinare le famiglie in difficoltà e iniziare con loro un percorso di sostegno e accompagnamento». Don Mergola in merito ai contributi erogati dall’Ufficio Pio auspica l’istituzione di un Tavolo di confronto in cui possano sedere anche i centri estivi che offrono il servizio.

Mirafiori Sud – Gli animatori della parrocchia San Remigio Vescovo nelle scorse settimane hanno messo in vendita libri usati e nuovi ricevuti in dono per finanziare l’iscrizione all’estate ragazzi a circa 15 famiglie indigenti.

Parella – Le parrocchie Madonna della Divina Provvidenza e Santa Giovanna d’Arco guidate da don Sergio Baravalle hanno unito le forze per reperire le risorse a sostegno dei nuclei in difficoltà a pagare la quota. «I rubinetti pubblici sono rimasti pressoché chiusi», evidenzia don Baravalle, «dobbiamo dunque reperire fondi altrove pur facendo comprendere alle famiglie che i servizi hanno un costo».

Campidoglio – Anche le parrocchie Sant’Anna e Sant’Alfonso hanno contribuito alle spese di circa 40 famiglie, la maggior parte di origine straniera, alcune sostenute dalle Conferenze San Vincenzo parrocchiali. A Sant’Anna si tratta complessivamente di circa 3 mila euro per reperire i quali si è attivato il progetto «Adotta un bambino per l’Estate Ragazzi»: oltre alle offerte dei parrocchiani si sono raccolti fondi in occasione della tradizionale festa conclusiva delle attività pastorali dell’anno «Parrock Festival» che si è tenuta il 19 maggio scorso. «L’iniziativa», spiega il parroco don Davide Pavanello, «è mirata a coinvolgere e a chiedere l’aiuto della comunità affinché insieme alla parrocchia si faccia carico delle difficoltà che colpiscono le famiglie del territorio parrocchiale».

Parco Dora – Alle Stimmate di San Francesco ogni anno aumentano le richieste di riduzione della quota: oltre 20 famiglie su 60. «I casi crescono», sottolinea il parroco don Tonino Borio, «cerchiamo di tenere i costi al livello più basso possibile proponendo gite non costose, parteciperemo a laboratori offerti dal Comune come uno al Teatro Regio. Gli animatori hanno avviato un’opera di sensibilizzazione fra i fedeli in modo da non lasciare per strada nessuno.

Falchera – All’estrema periferia nord di Torino, come spiega il parroco don Adelino Montanelli oltre il 20% degli iscritti non riesce a pagare il contributo richiesto.

«Nel quartiere», osserva, «il tasso di povertà è elevato, numerose famiglie, italiane e straniere, sono senza lavoro, alcune tornano a vivere nelle proprie famiglie di origine. Oltre alla crisi economica, c’è poi  una crisi culturale, di valori. Se i bambini e ragazzi non vengono in oratorio rimangono parcheggiati nei giardini pubblici e sulle strade con il rischio di cadere in reti di devianza». Ed ecco che l’oratorio nei mesi estivi diventa ancora di più la ‘casa’ del quartiere per numerose famiglie.

«Accogliamo anche bambini di famiglie Rom», conclude Montanelli, «condividendo con loro un percorso di inclusione».

Settimo Torinese – «i sei oratori delle cinque parrocchie settimesi», sottolinea Gianluca Spiga, coordinatore degli ‘Oratori di Settimo’, «non ricevono alcun contributo pubblico. Le parrocchie uniscono le forze per permettere a tutti di partecipare alle attività». Quest’anno, inoltre, in collaborazione con la Prefettura e il progetto Sprar, fra gli animatori dei centri estivi ci saranno anche dieci ragazzi migranti ospiti presso il Centro Fenoglio, che condivideranno il servizio estivo con i propri coetanei.

Un’estate con «Yubi» – Gli oratori estivi si trasferiranno nell’antico Giappone. È la cornice del sussidio «Yubi, i custodi delle luci», realizzato da «Oragiovane» e proposto dalla Noi Torino e la Pastorale giovanile diocesana, che guiderà le attività dei centri giovanili oratoriani. Un progetto fortemente collegato al cammino della Chiesa universale verso il Sinodo dei Vescovi sui giovani del prossimo ottobre.

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