Quelle “Aquile randagie” che sfidarono il fascismo

Cinema – Il film di Gianni Aureli sulla testimonianza umana e civile del movimento Scout italiano durante il Ventennio. Il perno della storia è un gruppo di giovanissimi “fedeli e insieme ribelli” che decise di dire no a imposizioni e violenze del regime

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Lo scoutismo ai tempi del fascismo. È per rievocare la vita avventurosa e la testimonianza umana e civile del movimento scout italiano durante il Ventennio che arriva nei cinema italiani il film «Aquile randagie» di Gianni Aureli, un film al debutto nazionale con proiezioni, anche a Torino, al cinema Agnelli da lunedì 30 settembre a sabato 5 ottobre alle 21 (biglietti 7 euro, interi, e 5 euro ridotti).

La macchina del tempo, la magia del cinema ci riporta allora a Milano, quando, a partire dal 1927, tutte le associazioni giovanili vengono chiuse per decreto del Duce, compresa l’associazione scoutistica italiana. Un gruppo di ragazzi decide di opporsi e proseguire il proprio «essere scout» riunendosi come Aquile Randagie: giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti (Baden) e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa di aiutare gli altri «in ogni circostanza». Il gruppo scopre la Val Codera, in provincia di Sondrio, una piana tra gli alberi, segreta e impervia, a poche ore da Milano, e ne fa la sua base per campi e uscite clandestine. Il fascismo non li ignora, li segue, li spia, arrivando a pestare a sangue Kelly che, per questo, perde l’uso di un orecchio.

Ostacoli e violenze non fermano però le Aquile. Dopo il 1943, i ragazzi danno vita al movimento scout clandestino che supporterà la Resistenza fino alla fine della guerra. Con alcuni docenti del collegio San Carlo di Milano, le Aquile Randagie entrano a far parte di Oscar (Organizzazione scout cattolica assistenza ricercati). Insieme combatteranno il regime, prima con beffe plateali, poi con azioni mirate che permetteranno di far superare il confine italiano e raggiungere la Svizzera a più di duemila persone ricercate dai nazifascisti: ebrei, perseguitati politici e chiunque avesse bisogno di fuggire le persecuzioni e una probabile morte. Alla fine della guerra, clamorosamente e con coerenza, le Aquile Randagie tuteleranno tedeschi e italiani autori di violenze, ricercati dai partigiani, chiedendo per loro un processo giusto.

Prodotto da Finzioni Cinematografiche con il contributo di Mibact, Bper Banca, Lombardia Film Commission, Agesci, Masci, Istituto Luce Cinecittà e grazie anche ai due crowdfunding di Produzioni dal Basso e Centoproduttori, il film è distribuito da Luce Cinecittà che lo porta sugli schermi nazionali con un’uscita evento che coinvolge direttamente gli scout italiani: a Torino, il gruppo scout di casa all’oratorio Agnelli che è il Torino 34.

Scritto dal regista Gianni Aureli insieme a Massimo Bertocci, Francesco Losavio e Gaia Moretti, il film «Aquile randagie» restituisce lo spirito dell’affabulazione pensata per i ragazzi, mediante l’avventura, l’attrazione del racconto storico e di azione e i valori di quel mondo scout che in Italia conta oggi circa 200 mila iscritti e che ha coinvolto tanti giovani in passato. Un mondo associazionistico e un’esperienza che ha accolto centinaia di migliaia di persone in Italia, una realtà importante di formazione e cultura. E tanto più forte è il messaggio per i ragazzi in quanto il perno della storia è un gruppo di giovani e giovanissimi «fedeli e insieme ribelli», un gruppo che decise di dire «no» a imposizioni e violenze del regime e dell’invasione nazifascista, entrando in modalità «giungla silente», cioè appoggiando attivamente la Resistenza, contribuendo, affiancandosi ad azioni talvolta pericolose dei partigiani, alla salvezza di centinaia di vite di donne e uomini, cittadini ebrei, perseguitati politici. Adoperandosi per generare quella possibile saldatura di valori sociali, di solidarietà, di amore per la patria e di pensiero critico, comuni al mondo cattolico e progressista, che daranno alla Repubblica i suoi slanci più alti.

«Aquile randagie» dura 100 minuti ed è il primo film di finzione pura sul tema ma di assoluta verosimiglianza e aderenza ai fatti storici, interpretato da Teo Guarini, Alessandro Intini, Romeo Tofani, Ralph Palka, Anna Malvaso, Marco Pratesi, Marc Fiorini, Pietro De Silva, Samuele Mazza, Filippo Zamparini, Matteo Visconi, Gabriele Scola, Nikolas Lucchini, Klaudio Hila, Pietro Lancello, Donato Demita, Maurizio Lops, Karun Grasso, Giuliano Carucci. Immagini e sequenze per le coraggiose imprese delle stray eagles, azioni intrise di quei valori di fedeltà, purezza e solidarietà, qualità, queste, che ora più che mai appare urgente e civilmente necessario rinnovare e ribadire, per non tradire il prezioso lascito che questi ragazzi ci hanno tramandato.

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