Ricca sul Moi: “non si perda tempo per la riqualificazione”

Intervista – Il presidente della Circoscrizione 8 fa il punto sull’attesa operazione di rigenerazione urbana dopo la liberazione delle palazzine occupate dai profughi. Il Comune è al lavoro per costruire un progetto di Housing sociale

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Con la liberazione, conclusa a fine luglio, di tutte e quattro le palazzine occupate dai profughi nell’ex villaggio olimpico Moi in via Giordano Bruno è stata superata l’emergenza che dal 2013 interessava la zona del quartiere Lingotto. Il territorio ora si interroga sul futuro dell’intera aerea. Abbiamo chiesto al presidente della Circoscrizione 8, Davide Ricca, di aiutarci a capire quali sono ad oggi le prospettive concrete di riqualificazione di quella fetta di città da troppo tempo abbondonata al degrado.

Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8

Presidente Ricca, il piano «Moi, migranti un’opportunità di inclusione», come indicato dal sindaco Chiara Appendino non si è concluso con la liberazione delle palazzine: oltre ai progetti di accompagnamento dei dimoranti verso l’autonomia prevede la riqualificazione dell’area occupata dagli edifici dell’ex villaggio olimpico. Quali sono le prossime tappe?

In primo luogo è fondamentale sottolineare come non si possa pensare ad un progetto di riqualificazione della zona delle palazzine senza una strategia complessiva e integrata sull’intera area comprendente anche le arcate di quello che fu il villaggio olimpico.

L’amministrazione comunale ha varato il bando per il primo lotto di riqualificazione delle arcate. Dall’altra parte il progetto Moi si occuperà delle palazzine per le quali è in cantiere la proposta di realizzare un Housing sociale. Con il vicesindaco e assessore al welfare Sonia Schellino in queste settimane stiamo lavorando per capire che tipo di Housing realizzare.

Parliamo delle arcate.

Bisognerà stabilire in primo luogo quanta percentuale di attività commerciale è possibile impiegare nella zona, che attualmente al massimo è prevista al 25%. Avevo chiesto all’allora vicesindaco Guido Montanari la possibilità di incrementarla fino al 50% per permettere lo sviluppo di una serie di attività, sia legate alla ristorazione che all’aggregazione in grado di riqualificare l’area degradata e dare lavoro. Il vicesindaco si era dichiarato disponibile, la sindaca si è impegnata ad aprire un tavolo di confronto coinvolgendo la Circoscrizione anche sulle arcate e non solo sull’Housing sociale. Confidiamo dunque di venire interpellati a breve tempo.

E le palazzine?

Con il vicesindaco Schellino stiamo lavorando sulla costruzione del progetto di Housing sociale.  Come Circoscrizione proponiamo di non destinare le nuove abitazioni esclusivamente per l’emergenza abitativa oppure solo per gli studenti. Nella zona sono già presenti case di edilizia popolare. Per restituire quel territorio ai cittadini ed evitare di ricostituire un «ghetto» è opportuno favorire un «mix sociale»,  comprendente lavoratori, studenti e famiglie in difficoltà.

In secondo luogo riteniamo fondamentale coinvolgere nella realizzazione dell’opera anche le esperienze di housing già presenti sul territorio, come l’associazione Acmos e la fondazione Falciola, strutture che in questi anni hanno presidiato il quartiere in condizioni complesse e di emergenza sociale.

La zona del Moi si inserisce in un’area della città che nei prossimi anni attende profondi cambiamenti.

Con l’avvento del Parco della Salute e con l’entrata in funzione del grattacielo della Regione Piemonte l’area diventerà uno dei centri direzionali della città. I dipendenti della Regione frequenteranno sia via Nizza che piazza Galimberti.

È quindi fondamentale non perdere tempo e favorire una progettualità integrata tra l’amministrazione comunale e i diversi attori del territorio, proprio come è avvenuto per la liberazione delle palazzine. Dobbiamo in primo luogo portare lavoro e sviluppo sul territorio per dare speranza alle persone che ci vivono qui indipendentemente dal ceto sociale.

Su quali risorse si potrà contare?

Uno dei player fondamentali con cui abbiamo iniziato dei ragionamenti e con cui bisognerà andare avanti è certamente la Compagnia di San Paolo che io spero non intervenga solo per la parte finanziaria, ma anche su quella progettuale. Questa è una vera operazione di rigenerazione urbana e la Compagnia di San Paolo su questo tema è sicuramente uno dei soggetti del territorio all’avanguardia. Dall’altra parte, come accennato, il progetto Moi sta costruendo la leva finanziaria che permetta di avviare i lavori per costruire l’housing sociale.

Attendiamo quindi a breve le convocazione dei relativi tavoli operativi.

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