Ripartire dopo il Covid, il soccorso della Caritas

«#Ripartire insieme mettiamo in circolo la solidarietà» – È il titolo del progetto delle 17 Caritas diocesane del Piemonte: l’iniziativa, partita grazie ad un fondo messo a disposizione dal Gruppo Cassa di Risparmio di Asti – Banca di Asti e BiVer Banca – si pone l’obiettivo di «prendere per mano» chi è stato messo in ginocchio dall’emergenza Covid

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Si chiama «#Ripartire insieme mettiamo in circolo la solidarietà» il progetto presentato giovedì scorso ad Asti, alla presenza del Vescovo mons. Marco Pastaro, da Pierluigi Dovis, direttore della Caritas diocesana di Torino e delegato regionale della Caritas Piemonte e Valle d’Aosta. L’iniziativa, partita grazie ad un fondo messo a disposizione dal Gruppo Cassa di Risparmio di Asti – Banca di Asti e BiVer Banca (terzo gruppo bancario nel territorio regionale), è stata, voluta dalle 17 Caritas diocesane della regione piemontese. L’obiettivo: «prendere per mano» chi è stato messo in ginocchio dall’emergenza Covid.

Come ha spiegato Dovis, il sostegno economico è basato su tre principi: «tempestività di intervento, flessibilità nelle forme, generatività degli esiti: si tratta di una forma di sostegno economico immediato per aiutare la ripartenza soprattutto delle piccole attività imprenditoriali o economiche in debito di liquidità. Un appoggio che sarà al massimo di 2 mila euro, dati a chi in tempo di Covid ha visto un decremento degli introiti tale da mettere in forse la stabilità della attività».

I possibili beneficiari vengono intercettati dalle Caritas del territorio tramite le loro reti di ascolto e il sostegno della Pastorale del Lavoro: «non si tratta di un bando» precisa Dovis «ma di uno strumento di accompagnamento. Ogni beneficiario accetta di farsi parte di una rete di solidarietà mettendo a disposizione qualcosa di ciò che produce o della sua professionalità per altre persone in situazione di povertà, in una sorta di circolarità della fraternità sotto la regia della Caritas locale. Così il parrucchiere con il taglio di capelli, la cartoleria con il materiale per la scuola, l’idraulico con qualche riparazione ecc». Chiaro l’intento educativo: «rendere sempre più adeguato all’oggi il modo di agire delle Caritas, supportare la responsabilità civica delle persone, dare un segnale culturale di condivisione e di fraternità tra Chiese sorelle». Dei 450 mila euro stanziati, infatti, 120 mila andranno a sostenere altre azioni di accoglienza e accompagnamento della rete ecclesiale in Lombardia e in Veneto, regioni servite dalla banca donatrice. Il resto rimane in regione. «Si parte da un plafond di 10 mila euro a diocesi, utilizzato il quale sarà possibile replicare fino ad un massimo di 30 mila» continua Dovis.

È la prima volta che le Caritas diocesane gestiscono uno strumento comune di prossimità. In alcune diocesi la macchina è già in movimento da dieci giorni, in altre lo sarà a breve. «Non possiamo perdere tempo, perché il bisogno è adesso» ha concluso Dovis, «in questi mesi i poveri sono cresciuti del 105%. Gli esiti si vedranno in futuro, con una società più fraterna, più attenta, più umana».

Chi è interessato al progetto può rivolgersi alla Caritas diocesana di appartenenza Per saperne di più basta contattare la propria Caritas Diocesana: per Torino informazioni su: www.caritas.torino.it. Intanto hanno raggiunto i 190 mila euro le donazioni di privati giunte alla Caritas torinese per l’emergenza pandemia. Chi desidera contribuire trova tutti i riferimenti sul sito.

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