Rivoluzione viabilità, corso Matteotti unito a via Cavalli

Urbanistica – Il 6 aprile è stato inaugurato il ponte Unione Europea in corso Inghilterra che da oggi collega via Cavalli con corso Matteotti. Il nuovo asse, parallelo a corso Vittorio, permetterà uno scorrimento più agevole del traffico. Novità anche sul passante: fra un mese aprirà corso Venezia. GALLERY

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Il nuovo ponte Unione Europea collega via Cavalli a corso Matteotti (foto Bussio)

Ponte Unione Europea – L’inaugurazione il 6 aprile del Ponte Unione Europea rappresenta certamente una rivoluzione nella viabilità torinese. L’infrastruttura da oggi collega via Cavalli con corso Matteotti, a pochi passi dal grattacielo di Intesa Sanpaolo. Con il taglio del nastro, per mano del sindaco Chiara Appendino, di fatto vengono connesse due aree storicamente divise dall’ex passante ferroviario.

Il nuovo asse, parallelo a corso Vittorio, permetterà uno scorrimento più agevole del traffico, unirà due piste ciclabili e favorirà la mobilità  in zone cittadine rimaste per anni all’ombra dei corsi centrali.

Il ponte è costato circa 1 milione e mezzo di euro, ottenuti in parte grazie ai fondi stanziati dal decreto «Sblocca Italia» e dai ribassi di gara realizzati con estensione del contratto di appalto alla Beta Persei e Bresciani che aveva lavorato, nel corso del 2016, alla copertura del passante ferroviario.

Corso Venezia – Il primo tratto di corso Venezia – quello che congiunge piazza Baldissera con via del Ridotto e via Cervino -dovrebbe essere riaperto fra 30 giorni. Questo è il termine ultimo concesso dal Comune di Torino alla società Sinergo che, da dicembre, ha sostituito Viridia, la cooperativa associata allo stesso consorzio Integra e attualmente in liquidazione. Il ritardo di sei mesi nella conclusione dell’ultima porzione di lavori di copertura dell’ex passante ferroviario, quindi, sarebbe causato dall’impossibilità delle nuova società di riprendere i lavori: materiali e macchinari erano bloccati dal processo fallimentare.

«Ma almeno sul tratto centrale,  quello tra via Vibò-Valprato e via Breglio», ha comunicato l’ingegnere Giorgio Marengo, coordinatore del progetto, «i lavori sono terminati da mesi e la strada –  a cui mancherebbe solo la segnaletica orizzontale e verticale – sarebbe pronta alla riapertura».

Alla conclusione dell’opera, appaltata sulla base dei ribassi di gara alle stesse aziende che avevano lavorato nei quattro lotti del centro città quindi mancherebbe solo il tratto finale – quello che parte dalla rotonda di via Breglio, in prossimità della stazione Rebaudengo, e che dovrebbe congiungersi con il raccordo della superstrada Torino-Caselle – per cui sarebbero già pronti i 10 milioni stanziati dal Ministero dei Trasporti a dicembre.

Quello del passante ferroviario è un cantiere che ha rappresentato un simbolo nella trasformazione urbanistica torinese successiva agli anni olimpionici, e che promette, nei prossimi anni, di interessare le zone periferiche interessate da tutti i nodi del declino post-industriale: qui sono ancora presenti diversi mercati rionali e attività a gestione familiare che progressivamente stanno perdendo clientela.

Corso Grosseto – Un nodo sollevato, nelle scorse settimane, dalle commissioni di quartiere in seguito all’avanzamento dei lavori dell’altra maxi opera, il collegamento della linea Torino-Ceres in corso Grosseto, che proprio nelle scorse settimane ha riaperto i cantieri. Dal punto di vista tecnico il cronoprogramma originario, presentato lo scorso maggio, fissa il termine dei lavori alla primavera del 2021, ma nella commissione congiunta, tenutasi il 22 marzo, è arrivata la comunicazione ufficiale di un ritardo di almeno tre mesi, causato dall’improvvisa sospensione dei lavori a dicembre per la rilevazione di una massiccia presenza di amianto all’interno del cavalcavia che collega corso Grosseto a corso Potenza, dove sorgerà un incrocio semaforizzato. Il costo del «disguido» si aggira intorno al milione e mezzo di euro.

A fronte di tali criticità i commercianti della zona hanno richiesto al Comune la concessione di sgravi sulla tassa rifiuti (Tari) e su quella per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap),  che interessa perlopiù i mercanti di corso Grosseto.

«Uno sconto», assicura l’assessore al bilancio Sergio Rolando, «verrà applicato solo dopo aver fatto le valutazioni necessarie sulle planimetrie, certamente non sarà inferiore al 50%». Per il momento, per sostenere tale spesa, è in corso una trattativa con la Regione Piemonte, l’ente che per primo ha voluto e promosso, a partire dai primi anni Duemila, l’opera in questione.

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