San Giulio d’Orta, Estate Ragazzi senza plastica

Vanchiglietta – All’oratorio San Giulio d’Orta di Torino sarà un’Estate Ragazzi «Plastic free». La mobilitazione globale dei giovani per il clima ha spinto, infatti, gli animatori e la comunità parrocchiale a mettere in campo, gesti concreti: borracce di alluminio e materiali ecosistenibili

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All’oratorio San Giulio d’Orta nel quartiere Vanchiglietta a Torino sarà un’Estate Ragazzi «Plastic free».

La mobilitazione globale dei giovani per il clima ha spinto, infatti, gli animatori e la comunità parrocchiale a mettere in campo, a partire dalle attività estive, un gesto concreto a favore dell’ambiente.   «L’urgenza di cambiamento», sottolinea Marco Tresso, responsabile dell’Oratorio, «è sotto gli occhi di tutti. Oltre a scendere in piazza abbiamo dunque pensato di avviare un percorso di corresponsabilità proprio nella gestione del Centro estivo. Come primo step abbiamo scelto di diminuire l’uso di piatti, bicchieri e posate di plastica monouso per i pranzi di estate ragazzi: in questo modo eviteremo di utilizzare oltre 20.000 pezzi di materiale inquinante in favore di stoviglie di plastica più dura e, soprattutto, riutilizzabile».

L’operazione prevede un recupero della spesa in due anni con una diminuzione notevole dell’impatto ambientale.

Soprattutto è considerevole il valore educativo per gli iscritti al Centro estivo: i bambini si abituano a non gettare con facilità oggetti di utilizzo quotidiano. A casa possono condividere questa azione di corresponsabilità con genitori e amici.

L’oratorio, inoltre, ha acquistato delle borracce in alluminio con stampato l’hashtag «#plastic free» in modo da evitare di gettare migliaia di bottigliette d’acqua di plastica lungo le settimane del centro estivo.

«Tutto ciò», evidenzia Tresso, «ha comportato da una parte un aumento della spesa, ma dall’altra la diminuzione di oggetti monouso inquinanti in favore di materiali ecosostenibili».

Si tratta di primi passi concreti nel processo di cambiamento di mentalità che l’oratorio intende portare avanti anche nelle attività ordinarie durante l’anno.

«L’oratorio come luogo educativo», conclude Tresso, «può certamente dare un contributo determinante alla lotta ai cambiamenti climatici per preservare la nostra Casa comune come ha invitato il Papa nell’enciclica Laudato Si’. Gesti che aiuteranno i ragazzi a migliorare il loro futuro».

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