San Paolo, da 100 anni l’oratorio è il «Cortile» del Borgo

8 dicembre 1918-2018 – Come costruire oggi l’oratorio San Paolo del futuro? È la domanda che tutta la comunità salesiana di Borgo San Paolo a Torino pone al centro delle celebrazioni per i 100 anni della presenza dei Salesiani nel quartiere. Parla il direttore don Alberto Lagostina

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Come costruire oggi l’oratorio San Paolo del futuro? È la domanda che tutta la comunità salesiana di Borgo San Paolo a Torino pone al centro delle celebrazioni per i 100 anni della presenza dei Salesiani nel quartiere, che culmineranno con la festività dell’Immacolata l’8 dicembre.

«I diversi gruppi lungo tutto l’anno si sono interrogati sulle radici», spiega il direttore dell’Opera don Alberto Lagostina, «per riscoprire, attraverso la storia, il carisma e la missione che per un secolo ha caratterizzato l’azione dell’oratorio San Paolo nel territorio di periferia». È stato dunque stilato un progetto educativo pastorale che sarà presentato proprio sabato 8 dicembre durante la Messa delle 10.30 presieduta dall’Ispettore dei Salesiani di Piemonte e Valle d’Aosta don Enrico Stasi.

I Salesiani arrivarono nel Borgo, il primo quartiere operaio di Torino, allora all’estrema periferia della città, nel 1918: si insediarono presso la «Cascina Saccarello» all’incrocio fra l’attuale corso Racconigi e via Luserna di Rorà; l’opera venne inaugurata l’8 dicembre 1918: il cortile salesiano divenne da subito punto di riferimento per le famiglie impiegate nelle fabbriche della zona.

Giovani, poveri e famiglie saranno al centro della missione del «cortile».

«Qui al San Paolo tutto ruota intorno al Cortile», evidenzia don Lagostina, «dove ogni giorno si testimonia in maniera concreta che l’accoglienza e l’inclusione sono sempre possibili, al di là della propaganda, che arriva anche dallo Stato, che vede gli stranieri come una  minaccia». Segno concreto di questa accoglienza è la comunità per Minori stranieri non accompagnati (Msna): a «Casa che accoglie» sono ospitati 12 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni giunti in Italia sui barconi della speranza. Gli adolescenti sono affidati ai Salesiani dall’Ufficio minori stranieri del Comune di Torino.

«I ragazzi sono perfettamente integrati», spiega il direttore, «sono i nostri figli di cui tutta la comunità si prende cura».

L’oratorio ha in cantiere il progetto di sviluppare l’accoglienza verso i numerosi studenti universitari fuori sede che vivono nel quartiere vista la presenza del Campus Sanpaolo.

È poi imponente l’investimento dell’Opera San Paolo sui progetti educativi, di prevenzione all’abbandono scolastico (con il progetto Provaci ancora Sam), di orientamento al lavoro e di accoglienza che mirano a proteggere in particolare chi è più fragile secondo il celebre metodo preventivo di don Bosco. Non a caso al San Paolo la comunità è dedicata a Gesù Adolescente, a rimarcare l’impegno del santo dei giovani verso questa fascia d’età particolarmente delicata.

Il cortile del San Paolo è aperto tutti i giorni dalle 16.15 alle 19. Fra i numerosi gruppi sono attivi gli scout dell’Agesci e le attività sportive con squadre di calcio a cinque, pallavolo, karate e basket.

Per informazioni: tel. 011.4340016.

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