San Salvario, aperta “la Casa dei sogni” per i giovani soli

Salesiani – Il 26 giugno l’Arcivescovo Nosiglia ha benedetto presso la parrocchia Ss. Pietro e Paolo i locali di “San Salvario House”, il progetto di housing sociale che da oggi accoglie 14 giovani fragili dai 18 ai 39 anni, italiani e stranieri, in un percorso verso l’autonomia. GALLERY 

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Ousman, 20 anni, originario del Gambia, arrivò in Italia sul barcone a marzo 2017. Raggiunse Torino e per alcune settimane dormì nella stazione di Porta Nuova fino all’incontro con i Salesiani di San Salvario che lo accolsero all’oratorio San Luigi. Da quel momento smise di essere «invisibile». Lo scorso anno divenne anche animatore all’estate ragazzi. Stefano, invece, torinese, studia all’Università ma non ha una stabilità familiare per poter proseguire gli studi e portare avanti i suoi progetti.

Osuman e Stefano da oggi per 18 mesi vivranno insieme ad altri 12 giovani dai 18 ai 39 anni a «San Salvario House», la «Casa dei giovani» inaugurata mercoledì 26 giugno dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia nella casa parrocchiale di Ss. Pietro e Paolo in via Saluzzo 25/bis a Torino. Il progetto è stato finanziato dalla Compagnia di San Paolo, nell’ambito del programma «Housing», dai contributi dell’8×1000, grazie al sostegno della Cei, dalla Fondazione Magnetto e da donazioni private.

«San Salvario House» va ad inserirsi nell’imponente investimento sui giovani più fragili che l’Opera salesiana San Giovanni Evangelista e la parrocchia Ss. Pietro e Paolo da anni portano avanti a tutto campo in un quartiere multietnico segnato dall’emergenza sociale: due oratori, l’educativa di strada, la postazione di accoglienza al Parco del Valentino «Spazio Anch’io», i corsi di italiano e di orientamento al lavoro, il centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, i laboratori professionali per i ragazzi che hanno abbandonati i circuiti della formazione, la presenza degli educatori accanto «ai giovani della notte» che si ritrovano per la movida.

«La Casa», sottolinea don Mauro Mergola, parroco di Ss. Pietro e Paolo e direttore dell’oratorio San Luigi, «accoglie 14 giovani maschi, italiani e stranieri, che hanno intrapreso un percorso formativo o professionale che non riescono a realizzare da soli in quanto privi di una rete familiare che possa sostenerli o senza una casa. Ed ecco che la comunità spalanca le porte e accompagna i giovani a realizzare i propri sogni. Ai ragazzi viene quindi chiesto di vivere insieme condividendo spazi e attività comuni, di garantire il raggiungimento degli obiettivi di studio e lavoro e, infine, di prestare volontariato in uno dei servizi della comunità». Tutti i giovani avranno la residenza presso l’housing. Seguiranno il percorso di accompagnamento il parroco, un educatore professionale e diversi volontari fra cui numerose famiglie della comunità che faranno da papà e mamma ai ragazzi. La Caritas Diocesana contribuirà al sostenere i giovani nel percorso verso l’autonomia. Al taglio del nastro e alla benedizione dei locali, accanto all’Arcivescovo e a don Mergola, sono intervenuti l’Ispettore dei Salesiani di Piemonte e Valle d’Aosta don Enrico Stasi, il direttore dell’Opera salesiana San Giovanni Evangelista don Luigi Testa, il direttore della Caritas Diocesana Pierluigi Dovis, l’assessore comunale al welfare Sonia Schellino, il presidente della Circoscrizione 8 Davide Ricca e, per la Compagnia di San Paolo, Francesca Vallarino Gancia.

«Voi giovani», ha evidenziato mons. Nosiglia nel consegnare a ciascuno le chiavi di casa, «come vi ha detto Papa Francesco nella scorsa Gmg di Panama siete ‘l’adesso di Dio’. La società deve dunque smettere di considerarvi per quello che sarete. Tutti noi siamo chiamati ad offrirvi oggi opportunità concrete a partire dalle vostre potenzialità. Questa è la vostra casa, dove non dovete sentirvi ospiti. Aprite anche voi le porte al dialogo, al confronto, all’accoglienza per costruire una comunità di pace in questo quartiere e in questa città».

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