San Salvario, grazie don Mergola: “Oratori senza porte spalancati a tutti”

Spazio Anch’io – Affettuoso il saluto dei giovani seguiti dai Salesiani e della comunità al “parroco della movida”, don Mauro Mergola, che dopo 10 anni lascia la comunità di San Salvario. Imponente l’investimento della parrocchia Ss. Pietro e Paolo e dell’oratorio San Luigi sui ragazzi più fragili. VIDEO 

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Una bicicletta pieghevole è il dono che i ragazzi di «Spazio Anch’io», la postazione dei Salesiani al Parco del Valentino, hanno donato «al parroco della Movida», don Mauro Mergola, che lascia il suo servizio a San Salvario dopo dieci anni: dal 2009 è stato direttore dell’oratorio salesiano San Luigi, dal 2012 parroco di Ss. Pietro e Paolo e dal 2015 amministratore parrocchiale di Sacro Cuore di Maria. La prossima settimana don Mauro proseguirà il suo ministero presso l’Opera dei Salesiani a Cuneo. A guidare la comunità di San Salvario arriverà il sacerdote salesiano don Claudio Durando.

«Questa sarà sempre casa tua», hanno detto i ragazzi al loro don, «con questa bici pieghevole sarà più facile raggiungerci, potrai portarla in treno e venire a salutarci». In più occasioni nell’ultimo mese la comunità ha salutato affettuosamente don Mergola. La festa più significativa si è svolta a «Spazio Anch’io», l’oratorio sulla strada aperto all’accoglienza di tutti, soprattutto dei ragazzi più fragili che si sono lasciati alle spalle storie drammatiche.

«I nostri oratori e la parrocchia non hanno porte», sottolinea don Mergola, «altro che porti chiusi: in questi anni come comunità parrocchiale, grazie alla rete con i servizi sociali cittadini e diversi attori del territorio, abbiamo aperto le porte degli oratori portandoli sulla strada, le porte della chiesa parrocchiale Ss. Pietro e Paolo il sabato notte per stare accanto ai giovani della movida ed ora anche le porte della casa canonica dove lo scorso giugno è stata inaugurata San Salvario House». Una «Casa» che accoglie 14 giovani maschi, italiani e stranieri, che hanno intrapreso un percorso formativo o professionale che non riescono a realizzare da soli in quanto privi di una rete familiare che possa sostenerli o senza una casa. Ed ecco che la comunità ha spalancato le proprie porte accompagnando i giovani a realizzare passo passo i propri sogni.

È imponente l’investimento sui giovani più fragili che l’Opera salesiana San Giovanni Evangelista e la parrocchia Ss. Pietro e Paolo da anni portano avanti a tutto campo in un quartiere multietnico segnato dall’emergenza sociale: due oratori, l’educativa di strada, la postazione di accoglienza al Parco del Valentino «Spazio Anch’io», i corsi di italiano e di orientamento al lavoro, il centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati che accoglie 14 ragazzi, i laboratori professionali per i ragazzi che hanno abbandonati i circuiti della formazione, la presenza degli educatori accanto «ai giovani della notte» che si ritrovano per la movida. C’è poi il progetto nazionale «M’interesso di te» con cui i Salesiani nell’ultimo anno hanno intercettato 114 ragazzi «invisibili» che vagavano per le strade della città attorno alla stazione di Porta Nuova senza alcuna protezione, per la maggior parte neo maggiorenni:  alcuni hanno un lavoro, altri sono inseriti nei percorsi formativi e professionali, soprattutto sono lontani dal pericolo di cadere nei circuiti criminali e dello sfruttamento.

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