Santa Bernadette a Torino, «testimone dell’invisibile»

Dal 24 al 27 luglio – Il vicario generale della Diocesi mons. Valter Danna il 24 luglio ha accolto nella chiesa della Gran Madre di Dio le reliquie di santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes. Quella torinese è una delle tappe del pellegrinaggio in Italia (27 aprile-24 agosto) in occasione nel 175° della nascita e nel 140° della morte della santa francese. PROGRAMMA – GALLERY – STORIA DELLE APPARIZIONI

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mons. Valter Danna accoglie le reliquie di santa Bernadette

Commozione e raccoglimento nella chiesa della Gran Madre per l’arrivo delle reliquie di Santa Bernadette Soubirous, alle 15.30 di mercoledì 24 luglio. Folla in chiesa e sullo scalone ad attendere la Santa che sino a sabato 27 sarà invocata da malati, anziani ma anche giovani e famiglie che hanno nella Vergine di Lourdes un riferimento prezioso per il proprio cammino di fede.

L’urna (proveniente da Savona per la 27a tappa su 34 del pellegrinaggio in Italia indetto nel 175° anniversario della nascita e nel 140° della morte della santa) è stata accolta dal Vicario generale mons. Valter Danna che ha presieduto anche la prima Messa, da don Paolo Fini direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale della Salute e parroco della Gran Madre e da don Massimiliano Canta, direttore delle Case del clero della diocesi. A rappresentare la Città il Vicesindaco Sonia Schellino. Con la celebrazione presieduta da mons. Danna si è dunque aperta una 4 giorni che ha «l’obiettivo», ha spiegato don Fini, «di offrire una esperienza religiosa di popolo che possa essere un richiamo a recuperare, riscoprire, valorizzare quella sensibilità affettiva che è parte della nostra esperienza di fede. Vivremo celebrazioni e processioni ‘aux flambaeaux’ come a Lourdes che daranno luogo a una ‘movida’ mariana in Borgo Po per risvegliare proprio questa  dimensione filiale, fiduciosa, di vicinanza a Maria che si fa prossima a ciascuno di noi».

Ed ecco che le parole di mons. Danna hanno sottolineato come il modello di Santità incarnato da Bernadette sia significativo per ciascuno: «questa testimone dell’invisibile, questa messaggera di Maria Immacolata  ci ricorda anzitutto il bisogno di ogni essere umano di porsi in un orizzonte più grande di quello naturale e mondano: noi abbiamo bisogno di sapere che veniamo da Dio e a lui siamo indirizzati. Tutta la sapienza e la potenza umana è ben poca cosa di fronte al dissolvimento della morte e all’insignificanza dei nostri sforzi idolatrici di renderci autonomi e superbamente autosufficienti. Abbiamo conquistato i cieli e scoperto le potenze dell’atomo e della natura, ma senza una sapienza superiore e celeste non siamo in grado di costruire un mondo fraterno e giusto».

La testimonianza di Santa Bernadette non è però soltanto un invito a convertire l’orizzonte del cuore e dello sguardo, ma anche motivo di consolazione e conforto nelle fatiche dell’esistenza come tanti fedeli hanno testimoniando dopo essersi fermati in preghiera di fronte all’urna già nelle prime ore della sua sosta torinese.

«Maria», ha proseguito mons. Danna,  «ha detto a Santa Bernadette che non poteva prometterle la felicità in questa vita, ma solo nell’altra. Ma le ha dato dei motivi di consolazione e di speranza per sostenere le asprezze della sua breve vita.

Anche noi abbiamo sempre bisogno di ri-significare la nostra vita, soprattutto nei momenti di crisi o di lutto o di prova; abbiamo bisogno di trovare dei significati e dei valori veri che rendano la vita degna di essere vissuta in ogni occasione e fase». «Il movimento che si è sviluppato a Lourdes», ha proseguito, «non è stato importante perché lì sono avvenuti o avvengono ancora dei miracoli di guarigione fisica, ma perché quel messaggio e quella spiritualità ci aiuta ad andare avanti con fiducia e speranza anche quando umanamente non vi sarebbero più ragioni per vivere. Santa Bernardette non parlò mai dei malati fisici, bensì dei malati nell’anima e per essi ella offrì la sua giovane vita».

Sino alla solenne chiusura sabato 27 alle 12, la Chiesa della Gran Madre resta aperta ai fedeli per la venerazione delle reliquie dalle 6 alle 22 e sono previste numerose celebrazioni con due processioni «au flambeaux» nelle serate di giovedì e venerdì: il programma completo su www.diocesi.torino.it.

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