Santa Rita, con un murales i ragazzi lasciano il segno

Per ripartire dopo il lockdown – I gruppi giovani, dalla prima alla quarta superiore, dell’Oratorio Santa Rita di Torino durante le attività estive hanno realizzato un murales con la parola “Oratorio” e i suoi valori. GALLERY

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Dopo il lockdown i ragazzi di Santa Rita a Torino hanno «riconquistato» il loro oratorio, lasciando il segno. Dalla scorsa settimana, infatti, su una delle pareti del cortile oratoriano della parrocchia-santuario di Santa Rita, in uno dei quartieri più popolosi della città, c’è un grande murales con la scritta «Oratorio».

È l’iniziativa promossa dagli educatori insieme al nuovo amministratore parrocchiale, nominato parroco dal prossimo 1° settembre, mons. Mauro Rivella.

«Non era facile ricominciare le attività in presenza dopo i mesi di chiusura dell’oratorio», spiega Sajmir Dakavelli, educatore professionale, «in particolare per i ragazzi delle superiori. Abbiamo, dunque, pensato ad una proposta in grado di trasmettere il senso di appartenenza degli adolescenti all’ambiente oratoriano e la ripresa delle relazioni all’interno di un cammino educativo».

Ed ecco che per quattro settimane, dal 29 giugno al 25 luglio, i ragazzi dalla prima alla quarta superiore si sono ritrovati due sere alla settimana, il martedì e il giovedì, per momenti ludici di gioco, cineforum e sfide e il sabato, tutto il giorno, per realizzare il murales.

A supportare i giovani artisti è intervenuta l’associazione «Monkeys Evolution» che ha messo a disposizione writers professionisti.

«L’opera», spiega mons. Rivella, «è stata progettata interamente dai ragazzi insieme agli educatori ed è destinata a rimanere come segno impresso per i propri coetanei, gli altri gruppi giovanili, ma anche per la comunità e tutto il quartiere. È il punto di partenza per far ripartire le attività dei gruppi giovanili dopo la pandemia».

Ogni lettera esprime un valore che si acquisisce nel percorso educativo dell’oratorio, ma il murales rappresenta anche un viaggio.
Con la «O» di «ospitalità», in cui è raffigurato il santuario di Santa Rita, si entra in oratorio dove si viene accolti e si inizia un cammino che termina con la «O» di «Orizzonti»: è l’invito ad «uscire», ad andare nel mondo testimoniando negli ambienti della vita quotidiana, nelle diverse situazioni, quei valori appresi, ma soprattutto vissuti nei cortili parrocchiali.
Il viaggio passa quindi per la «R» di «Ragazzi», la «A» di «Accoglienza», la «T» di «Traguardi», la «O» di «Orazione», la preghiera, la «R» di «Ricordi e Racconti» e la «I» di «Impegno».

«Dobbiamo fare proposte di qualità», conclude mons. Rivella, «a partire dai linguaggi dei giovani. Per realizzare un murales ci va impegno, è necessario apprendere tecniche in modo da portare a compimento un’opera, appunto, di qualità. Ed ecco allora un ‘metodo’ per vivere la vita, per uscire un giorno da questi cortili con i valori acquisti che permetteranno a ciascuno di vivere una vita di qualità, alla luce del Vangelo».

Sul sito della parrocchia, www.srita.it, sarà pubblicato il video di presentazione del murales realizzato dai ragazzi. Per ulteriori informazioni, pagina Facebook Oratorio Santa Rita.

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