Scritte antisemite, l’abbraccio di Nosiglia alla Comunità ebraica

Contro l’antisemitismo – L’Arcivescovo ha visitato il presidente Dario Dissegni e il rabbino capo Ariel Di Porto per portare la solidarietà della Chiesa torinese. Avviate indagini sulle inquietanti aggressioni verbali nei quartieri Vanchiglia e Borgo Po

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In pochi giorni tre episodi di antisemitismo e esaltazione del nazismo, a Torino e Mondovì, con scritte ingiuriose sui muri delle case di famiglie ebraiche, di ex internati nei campi nazisti o di ex partigiani. Non è facile individuare i responsabili, certo è che la condanna deve levarsi sempre immediata, alta e molto forte, per evitare derive che l’Italia non può più permettersi di vivere.

Mercoledì 29 gennaio, all’indomani della comparsa di una scritta antisemita a Torino in corso Casale, l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia ha fatto visita ai vertici della Comunità Ebraica per attestare la sua personale solidarietà e l’affettuosa vicinanza della Chiesa di Torino. Accompagnato da don Andrea Pacini, presidente della Commissione diocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, Nosiglia ha incontrato il presidente della Comunità Ebraica Dario Dissegni e il rabbino capo di Torino Ariel Di Porto. Si è trattato di una visita privata, molto cordiale e affettuosa.

Gli episodi che hanno suscitato allarme e sdegno sono noti. Il 17 gennaio una scritta antisemita a Mondovì («Juden hier – Qui abitano degli ebrei») sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio di una donna sopravvissuta ai campi di sterminio, Lidia Beccaria Rolfi. Il 27 gennaio un’altra scritta, a Torino, quartiere Borgo Po, nella casa della figlia di una donna di origine ebraica: «Crepa sporca ebrea». Il 30 gennaio, ancora a Torino, la comparsa di scritte inneggianti il nazismo nel quartiere Vanchiglia, sul campanello dell’abitazione della figlia di un ex partigiano.

Commentando gli episodi di antisemitismo l’Arcivescovo ha fatto osservare che «non si tratta di discutere le impossibili ‘ragioni’ degli autori di questi gesti, ma di comprendere che proprio questi gesti, per se stessi sono il male, annunciano il male senza fine della divisione, dell’esclusione, della violenza sociale».

Il 15 gennaio, in occasione della «Giornata per lo sviluppo e l’approfondimento del dialogo tra cattolici ed ebrei», la Chiesa cattolica torinese e le altre Chiese cristiane di Torino hanno «ribadito il comune impegno a combattere ogni forma di antisemitismo».

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