Scuola in ospedale: 60 docenti, 3 mila pazienti

Torino – Il convegno “I nuovi luoghi delle cure: scuola in ospedale e istruzione domiciliare” il 6 settembre ha fatto il punto sulle prospettive per la tutela dei minori e lo sviluppo del servizio. Regina Margherita capofila ma sono tanti i nodi problematici legati alla burocrazia

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Come viene garantito il diritto all’istruzione per bambini e ragazzi ammalati? Come fare sì che la malattia oltre a provare il fisico del paziente gravi il meno possibile sull’apprendimento scolastico, sulle relazioni con compagni e insegnanti che sono il «mondo» in cui matura ogni ragazzo? A fare il punto sulla situazione –  con la presentazione delle nuove Linee di indirizzo nazionali del Miur per la formazione e l’istruzione dei giovani pazienti con gravi problemi di salute – un convegno organizzato dalla Rete nazionale per la scuola in ospedale, da Miur, Ufficio Scolastico Regionale, Città della Salute il 6 settembre presso l’istituto «Amedeo Peyron» di via Ventimiglia 128 a Torino. Dal titolo «i nuovi luoghi delle cure: scuola in ospedale e istruzione domiciliare. Quali prospettive per la tutela dei minori e lo sviluppo del Servizio?» è stata occasione per un confronto e un’analisi sullo stato dell’arte e sulle prospettive delle nuove direttive.

Introdotti dalla preside dell’Amedeo Peyron, Tiziana Catenazzo, presidente di «Rete nazionale scuole polo ospedaliere» i relatori del convegno hanno offerto un quadro dettagliato della realtà evidenziando criticità ed elementi positivi. Tra questi l’istituzione a Torino del primo master su «La scuola in ospedale: la realtà professionale e le strategie didattiche di cura» giunto oggi al 4° anno.

Tra gli aspetti da migliorare invece lacune normative ed eccessiva burocrazia, che sfociano in difficoltà pratiche negli ospedali e nelle scuole nella gestione dei vari casi. Filomena Albano, presidente de «L’autorità garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza» ha infatti riferito come spesso negli ospedali si assiste a tanti casi di prerogative violate. È il caso di centri di cura in cui i pazienti per riuscire a seguire un percorso scolastico sono costretti nonostante il disagio  a trasferirsi in altre strutture perché mancano spazi, inoltre molti minorenni sono curati in reparti per adulti, per  mancanza di posti letto e anche questo complica l’organizzazione. In moti casi webcam potrebbero garantire un servizio migliore per i piccoli pazienti.

Il Piemonte si distingue nel panorama nazionale con l’eccellenza del Regina Margherita dove però il problema delle Risorse umane resta nodale se si pensa che in Piemonte 60 docenti fanno lezione a circa 3 mila ragazzi. Ma come vengono assunti questi docenti? Gli insegnanti è stato spiegato,  sono selezionati in base a criteri di eticità e motivazione personale. Vengono sottoposti ad un test il cui superamento ne consente l’entrata. Negli ultimi anni sono state 5 mila le persone formate.

 

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