Record della Chiesa torinese, 800 giovani in Scuola-Lavoro

Torino – Lunedì 20 maggio presso il Santo Volto è stato rinnovato il protocollo d’intesa sui percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (già Alternanza Scuola-Lavoro) tra l’Ufficio scolastico regionale, rappresentato dal direttore generale Fabrizio Manca, e la Conferenza episcopale piemontese, rappresentata dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia

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L'Arcivescovo Cesare Nosiglia e il direttore Fabrizio Manca

Il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Fabrizio Manca e l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, presidente della Cep, hanno firmato lunedì 20 maggio il rinnovo del protocollo d’intesa triennale che attiva nelle Diocesi piemontesi percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro per gli studenti delle scuole superiori (oggi sono indicati con il nuovo nome di «Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento  degli studenti»)

Sono circa 800 gli studenti, di 30 istituti superiori, che negli ultimi tre anni scolastici hanno svolto percorsi di Alternanza Scuola Lavoro presso realtà della Diocesi di Torino: istituti religiosi, enti ecclesiastici, parrocchie, associazioni di oratorio e presso la redazione del nostro settimanale «La Voce e il Tempo» (30 giovani).

Il maggior numero ha svolto attività di doposcuola e di animazione negli oratori, sia durante l’anno che all’estate ragazzi (400 giovani). Sono state offerte agli studenti periodi di apprendimento anche negli ambiti della gestione del patrimonio storico, artistico, culturale (musei e archivi storici), attività educative, ricreative, assistenziali e di volontariato. E ancora: stage formativi-professionali in società sportive cattoliche, enti di promozione culturale e del tempo libero, nei Centri di aiuto alla vita (Cav) e in servizi caritativi (Banco alimentare, Empori solidali). Un buon numero è stato impegnato in associazioni che portano avanti progetti di inclusione delle disabilità, di contrasto ai fenomeni di emarginazione sociale, disagio e devianza in ambito minorile. L’Ufficio diocesano Scuola ha offerto alle parrocchie e agli enti ecclesiastici supporto, anche burocratico, nello strutturare il percorso per i giovani e le scuole.

Il bilancio stilato dall’Ufficio scolastico regionale e dalle Diocesi piemontesi nei primi tre anni di convenzione con l’Ufficio Scolastico Regionale è molto positivo: «tutte le attività proposte in base al protocollo hanno favorito non solo la conoscenza del mondo del lavoro, ma soprattutto l’acquisizione e lo sviluppo di competenze trasversali per la vita, coniugando nel modo più proficuo le finalità educative dell’istruzione e della formazione con le esigenze di una crescita armonica, globale ed equilibrata della persona».

«Le esperienze realizzate grazie alla collaborazione con la Conferenza episcopale», ha osservato lunedì scorso il direttore regionale Manca, «sono state di grande aiuto alle scuole per affrontare la sfida pedagogica dell’Alternanza Scuola-Lavoro. Il rinnovo del protocollo ha l’obiettivo di continuare a potenziare i percorsi educativo-formativi iniziati, che hanno ampiamente soddisfatto l’azione orientativa e hanno stimolato i nostri giovani a prendere consapevolezza delle proprie attitudini, aspirazioni e capacità in una prospettiva completa di crescita individuale della persona».

«Per la Chiesa», ha evidenziato l’Arcivescovo Nosiglia, «le attività che gli studenti hanno svolto nei diversi enti ecclesiali rientrano in un unico ‘progetto educativo’ che coinvolge l’intera persona e promuove quella alleanza educativa che, unendo insieme la famiglia, la scuola e la comunità territoriale sia civile che religiosa, assicura alle nuove generazioni una formazione integrale necessaria al raggiungimento della maturità umana, culturale, sociale ed etica di ogni alunno». Nosiglia ha evidenziato come la distanza fra scuola e lavoro in Italia penalizzi pesantemente l’occupazione giovanile.

«Come Chiesa», ha concluso l’Arcivescovo, «lavoriamo per un ‘patto fra generazioni’ che cerchi di colmare questo divario. E l’accordo con il sistema scolastico nazionale, statale e paritario, rappresenta un’opportunità che non possiamo lasciar sfuggire».

 

 

 

 

 

 

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