Tragedia Piazza San Carlo, arrestati dieci giovani

Chiuse le indagini – La Procura di Torino ha chiuso l’inchiesta a carico degli organizzatori della serata del 3 giugno scorso in cui, durante la proiezione della finale di Champions League, morì una donna e rimasero ferite 1.526 persone nella calca della folla impazzita per un falso allarme terroristico. Va a chiudersi anche il filone delle indagini che si concentra su chi abbia scatenato il panico: 10 giovani di origine maghrebina sono stati arrestati

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Inizia a calare il sipario sui tragici fatti di piazza San Carlo che il 3 giugno scorso, durante la proiezione della finale di Champions League, causarono la morte di Erika Pioletti e il ferimento di 1.526 persone nella calca della folla impazzita per un falso allarme terroristico.

La Procura di Torino ha, infatti, formalmente chiuso le indagini a carico degli organizzatori della serata. L’inchiesta, aperta dai pm Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo, aveva portato all’iscrizione degli indagati 21 persone, fra cui il sindaco Chiara Appendino, il prefetto Renato Saccone, l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana, l’ex questore Angelo Sanna con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. Oltre a loro nel registro degli indagati figurano i dirigenti di Turismo Torino, l’agenzia del Comune delegata dell’organizzazione dell’evento in piazza.

Una delle notifiche di chiusura delle indagini è stata invitata la sera del 12 aprile al sindaco Appendino. È lei stessa a renderlo noto: «Mi è stato notificato dalla Procura di Torino», scrive la prima cittadina, «l’atto con la chiusura delle indagini per i fatti di piazza San Carlo. Resto a disposizione della magistratura, come lo sono sempre stata». L’atto, da prassi, prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

«Intendo manifestare il mio assoluto apprezzamento per l’atteggiamento manifestato da tutti gli indagati, fra cui il sindaco Chiara Appendino», ha sottolineato il procuratore Antonio Spataro, «un rispetto istituzionale che dimostra come ci sia la volontà di difendersi nel processo e non dal processo».

Va a chiudersi anche il secondo filone dell’inchiesta sulla tragica notte del 3 giugno, quello che si concentra su chi abbia scatenato il panico tra i tifosi.

Dieci giovani il 13 aprile sono stati arrestati con l’accusa, appunto, di avere innescato il fuggi fuggi fra la folla quella sera. È il risultato delle indagini condotte dalla Questura e dalla Procura di Torino, coordinate dal procuratore Antonio Spataro e dai pm Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo.

Si tratta di un gruppo di ragazzi, tutti maggiorenni fra i 18 e i 21 anni, di origine maghrebina, che la sera del 3 giugno tentò di mettere a segno delle rapine spruzzando dello spray urticante e che avrebbe commesso altri reati analoghi in grandi raduni pubblici in Italia e in altre città europee. Da quelle spruzzate di spray fra la folla sarebbe scaturita la calca generale.

Il gruppo è stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche nel corso di un’altra indagine: stavano parlando di una collanina, rubata in piazza, del valore di diverse centinaia di euro.

«Non conosco i dettagli dell’operazione ma da quel che ho potuto capire mi pare che si sia trattato di un lavoro investigativo straordinario», ha commentato il procuratore generale del Piemonte Francesco Saluzzo in merito al blitz della polizia che ha portato in carcere i giovani sospettati di aver scatenato il panico in piazza San Carlo. Il magistrato si è complimentato con il questore Francesco Messina e con i colleghi della procura presso il tribunale che hanno coordinato l’inchiesta. «Un’indagine complessa», ha detto, «e condotta in modo molto intelligente».

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