Tutti i predicatori degli esercizi spirituali al Papa da Pio XI a Francesco

Papa Francesco e la Curia romana questa settimana sono ad Ariccia (Roma) per gli esercizi spirituali, consuetudine introdotta da Pio XI. Tra i predicatori ci furono anche due futuri Papi, due arcivescovi di Torino, un torinese vescovo di Casale Monferrato e un vescovo di Novara poi cardinale

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Papa Francesco e la Curia romana agli esercizi spirituali quaresimali 2019 ad Ariccia - Roma (foto Sir)

Papa Francesco e la curia romana in questa settimana fanno gli esercizi spirituali ad Ariccia (Roma). Pratica introdotta  da Pio XI. Tra i predicatori anche due futuri Papi; due arcivescovi di Torino; un torinese vescovo di Casale Monferrato; un vescovo di Novara poi cardinale; un novarese cardinale vicario di Roma; un gesuita torinese poi cardinale arcivescovo di Milano; un benedettino piemontese poi arcivescovo di Bari; un rettor maggiore dei Salesiani. Poi vescovi e cardinali, molti gesuiti e religiosi, maestri di spirito e «profeti di strada», moralisti e biblisti, teologi e docenti. Fino al 2013 si svolgono in Vaticano, prima nella Cappella Matilde e poi nella Cappella Redemptoris Mater: il Pontefice assiste da un piccolo oratorio, con la porta aperta, non visto dai partecipanti per discrezione reciproca. Al termine entra nella cappella e ringrazia il predicatore. Con Francesco si svolgono nella «Casa Divin Maestro» di Ariccia dei Paolini, voluta dal fondatore, l’albese Giacomo Alberione.

Pio XI (1922-39) – Nell’enciclica «Summorum Pontificum» (25 luglio 1922) proclama Sant’Ignazio di Loyola «patrono degli esercizi spirituali» e nell’enciclica «Mens nostra» (29 dicembre 1929) comunica la decisione di avere in Vaticano un corso annuale di esercizi nella prima settimana di Avvento. Dal 1925 al 1938 i predicatori sono molti gesuiti, qualche vescovo e religioso.

Pio XII (1939-58) – I predicatori sono tutti gesuiti e a uno che si dilunga troppo rivolge «un amabile richiamo perché non fosse compromessa l’efficacia del discorso»: un modo elegante per dire che la faceva troppo lunga. Nel 1942 padre Paolo Dezza, teologo e rettore dell’Università Gregoriana, futuro delegato pontificio per la Compagnia di Gesù, che ritorna nel 1967. Non ci sono nel 1950 per non interrompere gli incontri del Papa con i pellegrini nell’Anno Santo, in compenso se ne svolgono due nel 1951

Giovanni XXIII (1958-63) – Dopo quelli del 1958, quelli del 1959 sono predicati dal torinese vescovo di Casale, mons. Giuseppe Angrisani. Annota Papa Giovanni nel «Giornale dell’anima»: «Predicatore riuscito di generale ed edificante impressione. Ispirazione ignaziana; fondo generale delle meditazioni e istruzioni la Sacra Scrittura, Vangelo, San Paolo e San Giovanni. Sempli­ce, trasparente, incoraggiante. Purtroppo la mia applicazione personale fu ancora alquanto distratta dalle circostanze». Gli altri sono nel 1960 e nel 1961. Nel settembre 1962 esercizi nella Torre San Giovanni in preparazione al Concilio Vaticano II e il 23 settembre si diffonde la notizia del cancro che lo colpisce e che lo porta alla morte il 3 giugno 1963.

Paolo VI (1963-78) – Li trasferisce all’inizio della Quaresima e sceglie personaggi di spessore: 1964 Bernhard Häring, redentorista tedesco «padre della teologia morale conciliare»; 1965Ambroise-Marie Carré, domenicano francese predicatore di Nôtre-Dame di Parigi; 1970 domenicano Jacques Loew, «pastore degli scaricatori» del porto di Marsiglia, primo prete operaio di Francia; 1971 l’italiano don Divo Barsotti, maestro di spirito; 1973 lo spagnolo Antonio Maria Javierre Ortas, rettore dell’Università Salesiana e poi cardinale; 1974 l’argentino Eduardo Pironio, vescovo di Mar del Plata e poi cardinale, per il quale è corso la causa di beatificazione; 1975  Anastasio Alberto Ballestrero, arcivescovo di Bari e nel 1977-89 cardinale arcivescovo di Torino; 1976 il polacco Karol Wojtyla, cardinale arcivescovo di Cracovia; 1977 padre Mariano (Andrea) Magrassi, benedettino piemontese e successore di Ballestrero come arcivescovo di Bari; 1978 il gesuita torinese Carlo Maria Martini, rettore del Biblico e poi cardinale arcivescovo di Milano.

Giovanni Paolo II (1978-05) – Predicatori più internazionali: 1980 il vescovo brasiliano Lucas Moreira Neves, poi cardinale arcivescovo di San Paolo, poi prefetto della Congregazione dei vescovi; 1982 il gesuita francese e biblista Stanislas Lyonnet; 1983 il tedesco Joseph Ratzinger, cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, poi Benedetto XVI; 1984 l’africano Alexandre do Nascimento cardinale arcivescovo di Lubango in Angola; 1986 l’italiano don Egidio Viganò, rettor maggiore dei Salesiani; 1987 l’olandese Peter-Hans Kolvenbach, preposito generale dei Gesuiti; 1989 il milanese Giacomo Biffi, cardinale arcivescovo di Bologna; 1991 il cardinale emiliano Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna; 1992 il cardinale novarese Ugo Poletti, vicario emerito di Roma; 1994 il milanese Giovanni Saldarini, cardinale arcivescovo di Torino; 1996 l’austriaco Christoph Schönborn, cardinale arcivescovo di Vienna; 1997 il francese Roger Etchegaray, cardinale presidente del Pontificio Consiglio giustizia e pace; 2000 il  vietnamita François-Xavier Nguyên van Thuân, cardinale presidente Giustizia e pace, per il quale c’è la causa di beatificazione per le persecuzioni patite; 2004 il napoletano don Bruno Forte, preside della Facoltà teologica meridionale, poi arcivescovo di Chieti; 2005 il milanese Renato Corti, vescovo di Novara, ora cardinale.

Benedetto XVI (2005-13) – In genere sceglie cardinali: 2006 Marco Cé, patriarca emerito di Venezia; 2007 bis di Giacomo Biffi; 2008 il gesuita francese Albert Vanhoye, biblista, poi cardinale; 2009 il nigeriano Francis Arinze, cardinale prefetto della Congregazione per il culto divino; 2010 il bellunese Enrico dal Covolo, teologo salesiano poi vescovo e rettore della Lateranense; 2011 il francese François-Marie Léthel, carmelitano segretario della Pontificia Accademia di Teologia; 2012 il  congolese Laurent Monsengwo Pasinya, cardinale arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo); 2013 il milanese Gianfranco Ravasi, cardinale presidente del Pontificio Consiglio per la cultura.

Francesco (2013-…) – Gli esercizi si svolgono nella «Casa Divin Maestro» di Ariccia, sul lago di Albano: 2014 il pugliese don Angelo De Donatis, parroco, poi vescovo ausiliare di Roma e ora cardinale vicario di Roma; 2015 e 2016 il friulano Ermes Ronchi, religioso dei Servi di Maria; 2017 l’umbro Giulio Michelini, biblista francescano; 2018 il portoghese don José Tolentino Mendoça, teologo e poeta; 2019 l’italiano dom Bernardo Gianni, benedettino olivetano, abate di San Miniato al Monte (Firenze).

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