Universitari, settimana “God in touch” al convento Sant’Antonio

Esperienza – Si è conclusa la settimana residenziale proposta dal Centro Diocesano Vocazioni con la Pastorale universitaria della diocesi e i Frati Minori del Convento Sant’Antonio da Padova. Sette giorni intensi vissuti in pienezza dai giovani universitari dei primi anni di corso. Ecco la testimonianza di uno di loro

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Gli universitari partecipanti alla Settimana comunitaria al Convento Sant'Antonio di Torino

Si è da poco conclusa la settimana residenziale offerta dal Centro Diocesano Vocazioni insieme alla Pastorale Universitaria ed ai Frati Minori del Convento di S. Antonio da Padova. Sette giorni intensi vissuti in pienezza dai giovani universitari dei primi anni di corso. Il tempo, scandito dalla preghiera e dagli impegni consueti degli studenti – lezioni, studio, tirocini – si è arricchito alla sera del lavoro personale e di gruppo, ascolto delle testimonianze e servizio presso la mensa per i poveri, momenti di lectio ed adorazione per concludersi con la Via lucis in città in alcuni luoghi significativi per la vita universitaria e la lunga ed intensa condivisione finale il sabato mattina. La testimonianza di uno di loro, alla prima esperienza di questo tipo, riassume tutto questo.

Potrei definire la settimana “God in Touch” una sinergia di aspetti tra loro differenti quali la condivisione, la spiritualità, l’energia, l’amore e la sofferenza. In questa breve, quanto intensa, esperienza ho avuto l’opportunità di fermarmi un attimo, rallentare e cominciare ad osservare la mia interiorità in relazione a me stesso, alle nuove amicizie create e soprattutto a Dio. Attraverso la preghiera, il gioco, i sorrisi, le battute e gli incoraggiamenti ho riscoperto un mondo. Sebbene ancora non abbia avuto la possibilità di mettere in atto quanto percepito e potenziato, sono stato però capace non solo di visualizzare ma anche propriamente di toccare con mano ciò che è la nudità della mia anima, il suo colore, la sua luce, il suo potere ed infine la sua fragilità. Durante la settimana comunitaria ho rivisto soddisfazioni, gioie, profonde ferite, insicurezze, slanci. In essa ho percepito la mia natura, le mie passioni, la mia arte e la mia eternità come essere anche spirituale. In essa ho anche intravisto ciò che in noi c’è di divino, ciò che nel suo totale compimento ed espressione, in un movimento dall’interno verso l’esterno, può portare alla piena realizzazione di noi, qualunque sia la nostra inclinazione. Grazie.

Sirio VERO

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