Usa 2020, Biden punta su sanità e green

Elezioni – Il piano del Presidente democratico per i primi 100 giorni alla Casa Bianca. Obiettivo: pacificare e unire un Paese lacerato e diviso. La transizione, di solito smoth (liscia), sarà bumpy (turbolenta). Chi è Harris, la prima donna vicepresidente, già entrata nella storia

158

A dieci giorni dalla chiusura dei seggi, 240 ore, gli americani non sanno ancora con certezza chi sarà il loro Presidente dal 20 gennaio 2021 e per i prossimi quattro anni: c’è un Presidente eletto, Joe Biden, 78 anni fra pochi giorni, il 20 novembre; e c’è un Presidente in carica, Donald Trump, che, sconfitto alle urne, contesta il risultato, scatenando uno tsunami di ricorsi nelle aule di giustizia di diversi Stati, con la volontà d’arrivare al giudizio finale della Corte Suprema. Anche in un Paese dove la giustizia è rapida, ci vogliono almeno settimane.

«Il rifiuto di Trump di concedere la vittoria è imbarazzante, è un imbarazzo per l’intero Paese», dice Biden, parlando dal suo quartier generale elettorale di Wilmington, nel Delaware. E si rivolge direttamente al Presidente in carica: «Signor Presidente, non vedo l’ora di parlare con lei».

I due non si sono ancora sentiti e non hanno avuto nessun contatto, mentre, il 10 novembre 2016, meno di 48 ore dopo l’Election Day, Barack Obama, aveva già ricevuto Trump alla Casa Bianca – un incontro gelido fra due uomini che non si stimano, ma istituzionalmente corretto – e l’allora vice-presidente Joe Biden guidava il suo collega eletto Mike Pence nell’esplorare le «arcane stanze» del potere Usa.

Per tutta risposta, Trump twitta: «La gente non accetterà queste elezioni truccate», lanciando post sui presunti brogli in diversi Stati e confermando di fatto di non voler ammettere la sconfitta. Gli presta manforte uno dei suoi fedelissimi, il segretario di Stato Mike Pompeo, che definisce «appropriate» le azioni legali del magnate presidente contro i risultati elettorali finora acquisiti e azzarda una battuta: «Ci sarà una transizione calma verso una seconda Amministrazione Trump». Gli replica la vice-presidente eletta Kamala Harris: «Biden ha nettamente vinto le elezioni».

In effetti, il calcolo dei Grandi Elettori è al momento di 306 per Biden e 232 per Trump (la soglia per vincere è 270), dopo che il candidato democratico s’è imposto in molti degli Stati in bilico, quelli del Blue Wall operaio e manifatturiero, Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, ma anche Georgia e Arizona, tutti Stati di Trump nel 2016.

Alla Camera, i democratici restano maggioranza, pur perdendo cinque/sei seggi: 218 su 435 quelli già attribuiti loro contro 204 ai repubblicani, con una dozzina in bilico. Al Senato, i repubblicani perdono un seggio, ma possono ancora conservare la maggioranza vincendo uno dei due ballottaggi in Georgia il 5 gennaio (50 a 48 l’attuale ripartizione dei seggi).

L’articolo integrale di Giampiero Gramaglia è pubblicato su La Voce e il Tempo del 15 novembre in edicola

PER ABBONARSI 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome

otto − 1 =