Vent’anni fa si chiudeva l’Ostensione della Sindone

14 giugno 1998 – In otto settimane, dal 18 aprile al 14 giugno, passarono 2.105.631 visitatori, di cui 2.042.096 italiani, e oltre 300 mila nella navata centrale del Duomo. Tra i 63.535 stranieri primeggiano francesi, svizzeri, tedeschi. Tra i pellegrini anche Papa Giovanni Paolo II e l’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro

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Papa Giovanni Paolo II davanti alla Sindone il 24 maggio 1998 (foto www.sindone.org)

In otto settimane 2.105.631 visitatori, di cui 2.042.096 italiani, e oltre 300 mila nella navata centrale del Duomo. Tra i 63.535 stranieri primeggiano francesi, svizzeri, tedeschi. Giorno di maggiore afflusso (58.217) il 13 giugno, giorno di minore afflusso il 22 aprile (11.604). Quaranta diocesi in pellegrinaggio;19 cardinali; un centinaio tra arcivescovi e vescovi; 12 reali; 25 ministri e parlamentari; 24 diplomatici; personaggi dello sport e dello spettacolo; 1.500 i giornalisti accreditati.

Sono le cifre dell’ostensione della Sindone nel Duomo a Torino vent’anni fa: iniziata il 18 aprile chiude il14 giugno 1998. Non era mai successo che partecipassero un Pontefice e un Capo di Stato e tante personalità ecclesiastiche e civili: Giovanni Paolo II con il segretario di Stato Angelo Sodano; il futuro Benedetto XVI con il futuro Segretario di Stato Tarcisio Bertone; il cardinale arcivescovo di Torino Giovanni Saldarini e il suo successore Severino Poletto, allora vescovo di Asti; il presidente della Cei Camillo Ruini e il futuro presidente Angelo Bagnasco, allora vescovo di Pesaro; il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, i presidenti del Senato Nicola Mancino, della Camera il torinese Luciano Violante e del Consiglio Romano Prodi.

L’ostensione avviene per 1.600 anni del Concilio di Torino (398), i 500 anni della Cattedrale (1498), i 400 anni della Confraternita del Santo Sudario (1598), eventi ricordati da importanti convegni. Per la prima volta c’è il motto proposto dal «custode pontificio» Saldarini: «Tutti gli uomini vedranno la tua salvezza». Le differenze tra le due ostensioni, 1978 e 1998, sono abissali. Nel ’78 la Sindone era praticamente sconosciuta dopo 45 anni di assenza. Il ’98 arriva dopo un ventennio di fuoco: ricerche scientifiche, visite di Giovanni Paolo II, esame del C 14 e polemiche, incendio della Cappella del Guarini nel 1997. Nel ’78 si viveva sotto la cappa del terrorismo e l’adesione di massa fu anche una risposta alla paura. Vent’anni dopo il clima sociale è meno avvelenato. Nessun trionfalismo ma sobrietà, rigore, compostezza. Nel 1978 l’organizzazione gravò quasi solo sulla diocesi, impossibile prevedere un’affluenza così colossale (3 milioni di visitatori presunti), bisognava inventare tutto, si operava in povertà. Nel 1998 la collaborazione Chiesa-Enti locali è cordiale, le competenze distinte, i risultati soddisfacenti. Con le prenotazioni si passa dall’assalto e dalle code a un afflusso più ordinato.

Nel 1978 Sindaco di Torino era il comunista Diego Novelli, presidente della Provincia il socialista Giorgio Salvetti, presidente della Giunta regionale il socialista Aldo Viglione. Nel 1998 sindaco è Valentino Castellani: segretario per breve tempo del Consiglio Pastorale diocesano, la sua esperienza politico-amministrativa anticipa l’Ulivo di Romano Prodi. Presidente della Provincia la diessina (poi Pd) Mercedes Bresso. Presidente della Giunta regionale Enzo Ghigo (Forza Italia). Quando si tratta di fare il bene di Torino e del Piemonte il trio Castellani-Bresso-Ghigo trova una straordinaria unità di intenti. Nel ’78 ci furono mostre e si inventarono i concerti di «Settembre musica»; nel ’98 una serie sterminata di iniziative, mostre, conferenze, concerti.

Si predispone un percorso coperto di mezzo chilometro nei Giardini Reali, senza barriere architettoniche, con tende e chioschi per riparare dal sole e dalla pioggia, con servizi igienici e pronto soccorso. L’afflusso è regolato da un contapersone che ne smaltisce 4 mila all’ora. Quadri, gigantografie, stampe e un filmato di 3 minuti preparano i visitatori. I lavori per il restauro della bruciata Cappella guariniana, non interferiscono con lo sfilamento.

La Sindone è inserita in orizzontale nella teca antiproiettile e antisfondamento, a tenuta stagna, in assenza di aria, una miscela a base di argon, gas non infiammabile, preservata dalla luce, dalla combustione, dai batteri, dall’ambiente. I sensori rilevano temperatura, pressione, umidità, ossigeno. Il gigante in acciaio e cristallo – 6 centimetri, 3 tonnellate, 3 mila ore di lavoro, 800 milioni di lire – è offerto dall’Italgas. L’orario ricalca quello del ’78: ore 6,45 apertura; 7 Lodi; 7,30 sfilamento; 21 Concelebrazione; 23 chiusura.

Molti cardinali accompagnano i pellegrinaggi tra cui l’arcivescovo di Milano il torinese Carlo Maria Martini. Accompagnato dal segretario del dicastero Tarcisio Bertone, arriva il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede: «La Sindone tocca il cuore e la vita. Oggi la sofferenza di Cristo e il suo amore sono stati quasi tangibili».

La fila scorre lenta e ordinata sotto l’occhio vigile dei volontari cordiali e attenti, discreti e perentori: «Spegnete il telefonino, per favore». Donne in lacrime, segni di croce, preghiere bisbigliate, occhi fissi a scrutare. Per i giovani tute multicolori, scarpe da ginnastica, telecamere, zainetti con panini e bibite; per i gruppi fazzoletto o cappellino di riconoscimento. Una bambina di quattro mesi, in braccio alla mamma, frigna e piange: la giovane signora si rivolge ai volontari. La fanno accomodare su una sedia accanto a una colonna e tranquillamente allatta la piccina che si acquieta. Sfilano André Agassi, numero uno del tennis mondiale, Mike Bongiorno, Renzo Arbore, Gad Lerner, Giampiero Boniperti, Roberto Bettega, Marcello Lippi, Alessandro Del Piero, la squadra del Torino; i politici Mino Martinazzoli, Sergio Mattarella, Piero Fassino, il Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, il procuratore capo di Palermo il torinese Giancarlo Caselli, il presidente della Fiat Cesare Romiti e il presidente onorario Giovanni Agnelli: «L’avevo vista nel 1931 e nel ’33, avevo 10-12 anni».

Il presidente della Repubblica Scalfaro presenzia all’inaugurazione del III congresso internazionale di sindonologia con il rettore dell’Università Rinaldo Bertolino e il cardinale Saldarini. Poi visita la Sindone in Duomo. Uscendo si congratula: organizzazione perfetta, spettacolo stupendo, gente soddisfatta.

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