Verso la Giornata nazionale del Migrante e del Rifugiato

Appuntamento – Torino e il Piemonte ospiteranno quest’anno (27 settembre) le celebrazioni nazionali per la Giornata del Migrante e del Rifugiato. A Torino il corso di Alta formazione della Fondazione Migrantes sulle sfide dell’emigrazione

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Come di consueto, in preparazione alla 106ª Giornata nazionale del Migrante e del Rifugiato, che quest’anno si celebra nelle diocesi del Piemonte con capofila la Chiesa torinese, la Fondazione migrantes ha promosso il Corso di Alta formazione sui temi delle sfide dell’emigrazione. I lavori, rivolti ai Direttori della Pastorale migranti delle diocesi della Penisola e ai collaboratori – 60 i partecipanti – sono iniziati a Villa Lascaris di Pianezza lunedì 31 agosto e si concludono venerdì 4 settembre. Tra i relatori Nello Scavo, inviato di «Avvenire», esperto sui temi delle migrazioni, mons. Franco Agnesi, vicario generale della diocesi di Milano, Sergio Durando e Monica Savian, rispettivamente direttore della Pastorale migranti e vice direttore dell’Ufficio missionario della diocesi di Torino, i vescovi di Pinerolo mons. Derio Olivero e mons. Marco Prastaro, incaricato Migrantes della Conferenza episcopale piemontese, che hanno presieduto le Messe al termine delle sessioni del corso.

Nella giornata di giovedì 3 settembre i corsisti sono invitati a incontrare le realtà dell’accoglienza torinese: parrocchie, associazioni, famiglie e il Sermig: al termine la Messa presieduta da mons. Nosiglia presso la Chiesa del Santo Volto. L’Arcivescovo il 27 settembre prossimo presiederà l’appuntamento centrale della Giornata nazionale: la Messa alle 11 in diretta su Rai 1 animata dal coro multietnico della diocesi di Torino. Parteciperanno le comunità etniche e i rappresentanti Migrantes del Piemonte e della Valle d’Aosta.

«In un momento dove nel nostro Paese torna alla ribalta l’emergenza migranti con le vicende di Lampedusa, la Giornata ci invita a riflettere su come la riflessione sul tema della mobilità umana sia centrale e non più prorogabile: riguarda tutti e in particolare tutte le comunità cristiane a partire dalle parrocchie», sottolinea Sergio Durando. «Ed è molto significativo che in tempo di Covid siamo riusciti a raggiungere in tutta sicurezza la capienza massima dei partecipanti al corso a Villa Lascaris, il primo che si tiene in diocesi dopo il blocco per coronavirus: un segnale importante, che rimarca il desiderio di quanti di noi si occupano di accoglienza di chi fugge dalla morte, dalla fame e dalle persecuzioni, di incontrarsi e di confrontarci ‘in presenza’ per pensare ad intervenenti efficaci e per proporre alle nostre diocesi rotte da percorrere con entusiasmo per dare speranza a chi, come noi italiani, popolo ancora oggi di emigrati, siamo stati accolti in altri Paesi».

Molto significativo a questo riguardo, segnala Durando, è stato lo spettacolo, offerto ai corsisti e alla comunità parrocchiale di Pianezza nella serata di lunedì 31, «Migranti, quando a partire eravamo noi», a cura degli artisti del Teatro Regio Itinerante, un racconto in musica di sogni e speranze dei nostri connazionali che nella loro valigia di cartone portavano il desiderio di un futuro migliore. «Proprio come chi oggi si imbarca in un gommone», conclude Durando, «la Giornata ci invita ad alzare lo sguardo oltre i pregiudizi, oltre le difficoltà dell’accoglienza per promuovere una pastorale di Chiesa attenta alla mobilità perché nell’umanità migrante ci siamo tutti noi».

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